PIOMBINO: MA SE LA SS398 NON ARRIVA AL PORTO, SERVE L’AUTOSTRADA?

Questa vicenda dell’Autostrada Tirrenica sta diventando molto imbarazzante. Da una parte il PD (e i suoi sodali PSI, CGIL di Piombino e operatori portuali) che insistono con il mantra dell’autostrada indispensabile e lo dimostrano con un insieme vuoto di affermazioni basate sul nulla, visto che non c’è un atto che conferma quello che dichiarano, e spesso le loro affermazioni vengono contraddette dagli atti ufficiali. Dall’altra quelli che vengono genericamente definiti “No SAT”, e che sono Rifondazione Comunista,  Comunisti Italiani, SEL, IDV, l’UDC (che sostengono come gli altri un autostrada vera), FLI, e tutte le liste civiche della Val di Cornia, che in tutte le maniere cercano di far capire ai cittadini quale  grande rischio sia la trasformazione della variante Aurelia in autostrada a pedaggio (per giunta il più alto d’Europa!!!) e una SS398 che finisce al Gagno senza arrivare al porto.

A questo indirizzo l’accordo firmato a Piombino sulla SS398. Andate alle ultime due pagine e leggete cosa c’è scritto. Potrete capire agevolmente chi dice il vero e chi no.

Inoltre al punto cinque c’è scritto «Il Ministero (…) si impegna a coordinare le attività finalizzate a completare, entro 1 anno dalla sottoscrizione del presente protocollo (cioè l’11-12-2010, ndr.), la progettazione definitiva del tratto compreso fra Gagno e Poggio Batteria dell’asta della SS.398 di penetrazione al porto di Piombino, avendo risolto le criticità progettuali relative a tale tratto con particolare riferimento al tema del Rischio di Incidente Rilevante». Siccome questo punto non ci risulta sia stato rispettato dal Ministero dei trasporti, l’atto può essere considerato nullo dalle parti, col richio che SAT faccia i lavori sulla variante Aurelia, e non realizzi per nulla la SS.398.

Giuseppe Trinchini

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PSI: AUTOSTRADA FONDAMENTALE PER LO SVILUPPO

Riceviamo e pubblichiamo integralmente dal PSI di Piombino.

«Ovviamente, nessuno vorrebbe pagare un autostrada, soprattutto se questa si realizza su una strada a quattro corsie già esistente e già pagata dai cittadini e dal momento che l’unica alternativa ad essa sarà una vecchia strada adatta ormai solo ad un traffico locale da tempi passati. Ma ci sono almeno due domande che dobbiamo porci. La prima è se davvero, come sostengono i No Sat, i costi complessivi della nuova autostrada sono pressoché nulli e quindi un pedaggio non è giustificato. Anche solo ad occhio, non ci pare che una qualsiasi autostrada abbia gli stessi costi di manutenzione di una strada come la variante Aurelia; o che l’adeguamento consista solo nel cambiare il colore dei cartelli indicatori! Verifichiamo, chiediamo ulteriori approfondimenti, ma questa tesi ci pare altamente confutabile. Piuttosto, alziamo il tiro sulle riduzioni di pedaggio cercando le convergenze istituzionali necessarie a ciò, ma non opponiamoci e basta. La seconda domanda è se questa autostrada è davvero inutile, come sostenuto dai No Sat.

L’assenza di infrastrutture porta una nazione moderna ad un declino certo ed il corridoio tirrenico è una delle poche direttrici che abbiamo, ma c’è un buco e sarebbero proprio Piombino, Follonica e Grosseto i  centri che ne risentirebbero di più senza la Tirrenica, mentre Livorno e l’alto Lazio con Civitavecchia, sarebbero comunque serviti. Proprio la crisi economica, dovrebbe inoltre spingere tutti a capire come la grande industria non da certezze per il futuro, mentre altre dovrebbero essere le vie da battere e tra queste sicuramente la logistica, vista la nostra posizione. Ecco perché la 398 e l’autostrada sono indispensabili. Lungo la 398 vi sono le aree industriali di Colmata/Gagno-Montegemoli e Campo alla Croce fino alla Monaca che potrebbero ben raccordarsi con l’autostrada ed in queste aree potrebbe essere realizzato un grande interporto ideale per lo smistamento di merci, per sinergie con servizi informatici e per altre attività di servizio. Ma soprattutto daremmo una prospettiva di sviluppo per il porto con una più marcata diversificazione di traffici, per alcuni dei quali il raccordo con l’autostrada è indispensabile.

Tra Civitavecchia e Livorno ci sono 250 km di costa senza  nessun altro polo logistico e con la realizzazione della Grosseto-Fano questi saranno sempre più richiesti, per cui come non capire che Piombino diverrebbe strategica? L’autostrada allora non è la panacea di tutti i mali, dobbiamo batterci per ottenere forti riduzioni del pedaggio, ma senza autostrada che prospettive ci sono per stare “in rete”? E a chi giudica un errore legare la 398 all’autostrada chiediamo, al di là delle chiacchiere, che prospettive vi sarebbero per la 398, che tutti ovviamente vogliamo fino al porto, senza questo legame?»

Federico Mambrini

Consigliere Comunale PSI – Piombino

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SEL: IL MANTRA DELL’AUTOSTRADA INDISPENSABILE È IPOCRISIA

Riceviamo e pubblichiamo integralmente da Sinistra Ecologia e Libertà di Piombino-Val di Cornia.

«E’ infatti ipocrita continuare a collegare lo sviluppo del nostro territorio e la diversificazione economica  alla  realizzazione dell’autostrada.  L’autostrada con il pedaggio più alto d’Italia  risulterà dannosa per l’economia delle imprese e delle famiglie, per il turismo e per  il traffico delle merci dirette al porto.

L’autostrada non servirà  né per la sicurezza, né per la velocità delle merci, dal momento che, in assenza di complanari, il traffico si riverserà sulla vecchia Aurelia, quella sì pericolosa e lenta.  Il tratto realmente pericoloso e per il quale l’UE richiede una messa in sicurezza è il tratto a sud di Grosseto, dove in un paese normale si sarebbe cominciato con i lavori, e per questo tratto  la Sat ha rinviato a una fase successiva la progettazione, dichiarando di voler procedere per stralci: in sintesi la progettazione del lotto Sud è per il momento sospesa! E per quanto riguarda l’asse di penetrazione al porto di Piombino, Sat fa riferimento all’intesa  col Ministero, la Regione, la Provincia di Livorno e il Comune di Piombino, in base alla quale la 398 sarà  prolungata solo fino al Gagno.  Per il resto non ci sono né progetti, né messa a bilancio di risorse: solo annunci e discorsi.

Cercando di sgombrare il campo dai luoghi comuni, chiediamoci  quale miglioramento  miracoloso per lo sviluppo  dovrebbe derivare dalla trasformazione di una strada a 4 corsie, larga a sufficienza, con guardrail,  collaudata ANAS per 110 Km/h, gratuita per persone e merci,  in autostrada a pagamento,  priva per lunghi tratti della corsia d’emergenza e  con il rallentamento imposto da tre caselli  per il pedaggio?  Non esiste nessuno studio circa l’impatto sull’economia del territorio (e quindi anche dell’attività portuale)  derivante dalla trasformazione della variante gratuita in autostrada a pagamento: in base a quali studi e a quali dati si afferma che  l’opera sarà indispensabile per lo sviluppo economico del territorio e dei traffici portuali?

Sempre al di la dei luoghi comuni, come si può affermare che la VdC e il porto usciranno dall’isolamento internazionale , quando sappiamo benissimo che  un efficace collegamento con il Nord esiste già, mentre manca a Sud , dove Sat  ha rinviato non solo i lavori, ma anche i progetti?

E infine ci chiediamo come si possa dire che le aree portuali potranno collegarsi con la viabilità internazionale, sapendo che la 398 non si farà, dato che  non è contemplata nel progetto SAT e che il protocollo d’intesa  firmato dal comune di Piombino prevede  che Sat  realizzi il prolungamento della 398 solo fino al Gagno e non fino al porto.

I cittadini devono sapere la verità: mente chi sostiene che con l’autostrada verrà anche la 398. Il porto rimarrà isolato esattamente come è adesso.

E la responsabilità non è certo di chi oggi si oppone a questo progetto, costoso e inadeguato.

I cittadini devono anche sapere che tutte le fumose promesse di esenzione , potranno essere  negate in qualunque momento, a discrezione della Sat, dal momento che questa società non ha ancora presentato un piano economico-finanziario  dell’opera che ne garantisca la sostenibilità. Del resto la Sat ha fino ad ora puntualmente disatteso tutte le promesse fatte e gli impegni assunti, a conferma della sua non attendibilità.

Se la 398 fino al porto fosse stata fin dall’inizio considerata come una infrastruttura necessaria per il nostro territorio e per il nostro porto , senza barattarla prima con i fanghi tossici di Bagnoli e poi con il pedaggio autostradale,  forse le cose avrebbero avuto un esito diverso».

Sinistra Ecologia Libertà    Piombino VdC

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Scritto da il 18.5.2012. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

4 Commenti per “PIOMBINO: MA SE LA SS398 NON ARRIVA AL PORTO, SERVE L’AUTOSTRADA?”

  1. giuliano parodi

    PARTITO SOCIALSTA dice: “o che l’adeguamento consista solo nel cambiare il colore dei cartelli indicatori! Verifichiamo, chiediamo ulteriori approfondimenti, ma questa tesi ci pare altamente confutabile.”..ma scusate ma quale film state vedendo?..quali approfondimenti ULTERIORI necessati?…aprite le tavole del progetto definito del lotto2 ad esempio e guardate in cosa consiste l’intervento della SAT..o dopo 2 anni ancora non avete guardato le carte e vi basate sulle chiacchere del bar per far ragionamenti sull’opera?..

    PARTITO SOCIALSTA dice:…”e con la realizzazione della Grosseto-Fano “..ecco un altro film..la fano grosseto e’ in costruzione da TRENTA ANNI e ancora non e’ terminata…e non per colpa dei NOSAT o di chissache’ ma del MALAFFARE e lo spreco di soldi pubblici tipico dell’appalti italiani…

    sveglia come ho gia’ detto e’ finito il tempo degli slogan…parlate a ragion veduta o tacete che fate danno ai cittadini…

  2. Andrea Serni

    Non credo come una strada gia’ considerata autostrada x lEuropa migliori pagando il pedaggio.
    In quanto alla 398 x esser fatta occorre un progetto fattibile e soldi in bilancio ;che al momento non risutano esserci nessuno dei due.
    Anzi non risultano esserci completi nemmeno x l’autostrada.
    In quanto al pedaggio chiedere a SAT l’unica offerta (non contrattabile) fatta alla bassa Val di Cecina )x il primo lotto ultimato.
    Oltretutto visto che se ne parla sempre meno e prima era un punto essenziale e’ stato dichiarato che non ci saranno complanari e l’autostrada sara’ un passaggio obbligato.
    Ora siccome credo che chi comanda si deve prendere meriti e colpe delle scelte e non come diceva un articolo che buttava le colpe agli altri,
    Credo sia onesto dare un informazione corretta di quella che diventera un disagio e una tassa per la popolazione che amministriamo.

  3. ASTUTO CACCIATORE

    Ai nostri cari amministratori (PD e soci, come il residuale PSI) interessa solo che tornino loro i conti delle promesse fatte, cioè della 398 fino al porto (che non ci sarà). Del resto questo è chiarissimo e lampante nel famoso video in consiglio comunale a Piombino in cui il nostro carissimo sindaco Anselmi, con tono arrogante, saccente e strafottente sfotteva tutti gli oppositori, minimizzava i problemi del pedaggio, difendeva Bargone, indicava che a chi non gli stava bene il pedaggio poteva prendere la vecchia Aurelia etc. Siamo fermi a quel punto, nel PD, e non ci si muove di un passo. E poi questa gente pretende la nostra fiducia di cittadini ed elettori ??

  4. Luca

    Gentile redazione del Corriere Etrusco, vorrei segnalarvi che al cospiquo elenco dei “No Sat” dovete aggiungere anche la Confesercenti della Provincia di Livorno.

    Riporto l’articolo de “La Nazione” di oggi:

    PIOMBINO LA CONFESERCENTI PROVINCIALE CHIEDE AI COMUNI DI EVITARE «GRAVI DANNI»

    «L’autostrada a pagamento ci uccide»
    «Il progetto non contiene più le opere utili, ma solo costi aggiuntivi»

    — PIOMBINO —

    «CHE COSA stanno facendo i nostri politici sulla questione del pedaggio autostradale?» La domanda se la pone la Confesercenti provinciale «a fronte dell’assordante silenzio che in quest’ultimo periodo si leva dalle Amministrazioni locali, dalla Provincia e della Regione Toscana. C’è un’intera provincia, quella di Livorno, che, con tutta la sua economia ed il suo sistema di imprese, rischia di essere stravolta da un nuovo sistema della viabilità che porterà altre spese e diminuirà i vantaggi».

    La Confesercenti ha sostenuto da sempre la necessità della realizzazione di
    un’infrastruttura, cioè del completamento dell’autostrada, «in quanto rappresenta uno dei volani di sviluppo della nostra provincia, ma con grande chiarezza ha anche sempre chiesto che questa opera dovesse essere fatta garantendo alcune imprescindibili certezze. Prima di tutto abbiamo chiesto che, contestualmente all’autostrada, si realizzasse il “Lotto zero”. Abbiamo poi sempre preteso che venisse garantita ai residenti della provincia la gratuità dell’utilizzo dell’A12, i quali si sarebbero trovati praticamente obbligati a percorrere l’autostrada venendo a mancare una funzionale rete stradale alternativa. E ancora, collegato a questo tema, abbiamo sottolineato come dovessero essere mantenute tutte le complanari necessarie a rendere facilmente accessibile tutto il territorio, evitando inutili e pericolosi sovraffollamenti della vecchia Aurelia, inadeguata a ricevere i flussi di traffico in uscita dall’Autostrada.

    Abbiamo inoltre più volte espresso preoccupazione rispetto al fatto di collegare la fattibilità del progetto per la 398 in Val di Cornia alla realizzazione dell’Autostrada: riteniamo che questo sia un aspetto che dovrebbe essere trattato in modo separato, mettendo al riparo i cittadini e le imprese locali dal rischio di un ricatto che potrebbe portare oltre al danno anche la beffa. Non è certo improbabile che, alla fine, si realizzi l’Autostrada a pedaggio, con gravi danni a carico del sistema economico locale se non verrà garantita la gratuità, e poi della 398 non se ne veda la costruzione.

    EBBENE, se, all’inizio del confronto, i suddetti impegni erano stati messi nero su bianco da Sat, governo, Regione Toscana, Provincia e Comuni, nelle fasi successive e senza alcuna spiegazione, sono stati poi cancellati come con un colpo di spugna. Ecco, come Confesercenti riteniamo che non si possa mettere a repentaglio l’economia di un territorio, penalizzando i cittadini residenti e soprattutto le imprese: altro che infrastruttura per lo sviluppo, la trasformazione della variante in autostrada con il relativo pedaggio potrebbero mettere in difficoltà moltissime aziende (e quindi famiglie) che lavorano grazie ai viaggi su questo tratto di strada – si pensi a solo titolo di esempio ai venditori ambulanti».
    m. p.

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