PIOMBINO: OK DELLA REGIONE PER SEI TORRI EOLICHE AL QUAGLIODROMO

La base di una pala eolica

Pala eolica a pontedera (ingrandire per vedere l'auto alla base)

La base di una pala eolica

Riceviamo e pubblichiamo integralmente un intervento del Capogruppo di “Uniti per Suvereto” Giuliano Parodi sulle nuove torri che saranno realizzate anche nel comune di Piombino. Quindi oltre alle 17 torri a Venturina (nel Comune di Campiglia) ce ne saranno altre 6 nel comune di Piombino. A rischio il deturpamento del tipico (e remunerativo ndr.) paesaggio della maremma toscana? Cosa ne penseranno di queste soluzioni  i proprietari di agriturismo e camping di 23 torri alte 180 metri (per intendersi alte come le ciminiere dell’Enel ndr.) munite di rotori eolici a pochissimi chilometri dalla loro struttura?

«Mentre e’ in corso la discussione sull’impianto eolico proposto dalla societa’ WKN con le sue 17 torri  sparse nel territorio tra Piombino e Campiglia M.ma – inizia Giuliano Parodi – la Regione Toscana con delibera 1208 del 27 dicembre scorso, pubblicata sul BURT qualche giorno fa, esprime parere favorevole con prescrizioni al progetto della Società FERA srl di Genova di centrale eolica nel comune di Piombino in località “Foce di Cornia”.

Il progetto del Parco eolico prevede: la messa in opera di 6 torri di 3 MW (circa mt. 180 di altezza completi di rotore) disposte su una fascia di oltre un kilometro  parallele al mare, l’adeguamento di strade esistenti, fondazioni e un cavidotto di 7,5 km.

Pala eolica a pontedera (auto alla base)

Gli aerogeneratori saranno collocati al margine dell’area industriale della Lucchini, immediatamente a ridosso del Treno medio piccolo, a monte della spiaggia del Quagliodromo a circa 350 mt dalla linea di costa, esternamente ma prossimi all’area a vincolo paesaggistico dell’Oasi “Orti Bottegone”.

Le perplessita’ sono molteplici su questo intervento a partire dalla localizzazione, che trovandosi in prossimita’ dell’Oasi  WWF potrebbe creare interferenze con l’avifauna stanziale e migratoria ed andrebbe ad amplificare l’impatto di generale disordine del luogo, compromettendo l’equilibrio formale ampiamente percepibile dal mare. Secondo quanto riportato nel  PTC, l’impianto collocandosi ad una distanza inferiore ai mt. 1000 dalla linea di costa, va ad incidere su alcune invarianti strutturali di connotato del ‘Sistema Territoriale della linea di costa’ che vede nei waterfront dei sistemi insediativi e nell’orizzonte percettivo paesistico che si estende per la profondità di 1 km elementi che dovranno essere salvaguardati al fine di mantenere l’efficacia del sistema stesso.

Inoltre dallo studio di impatto ambientale l’area ove insiste il progetto risulta a destinazione urbanistica E5 “aree umide e palustri”, caratterizzata da una protezione assoluta e il divieto di qualunque tipo di costruzione, pertanto la realizzazione del parco eolico necessiterà di una “deroga al PRG”.

Per la realizzazione del progetto saranno  necessari oltre 7.000 metri cubi di materiale di cava, per i basamenti delle torri, per l’area di cantiere etc..

Da non sottovalutare anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca legati alle esondazioni e alle frane nel territorio toscano che la zona dove dovrebbero ergersi le 6 torri e’ classificata a “pericolosità idraulica elevata”, ed è prossima a quella interessata dal vincolo paesaggistico dei territori costieri.

In conclusione quelle che un tempo potevamo chiamare ‘energie alternative’ non sono alternative a niente, ma soltanto aggiuntive a quelle convenzionali. La prima fonte davvero alternativa dovrebbe essere il risparmio energetico e la riduzione dei consumi, tanto più necessaria in una fase di decrescita. Procedendo in questo modo, invece di risolvere una grande questione ambientale, si finisce solo per aggiungere altri danni ambientali e quindi economici: non si parla solo del paesaggio, ma anche dello stesso bilancio energetico.

In Italia siamo riusciti a sporcare anche le energie pulite (notizia di questi giorni l’arresto di un sindaco in Sardegna per corruzione e concussione sulle pale eoliche) lasciando prevalere l’aspetto speculativo su quello dell’utilità ambientale e dell’interesse collettivo.

La Val di Cornia – conclude Parodi –  è già uno dei sistemi locali che produce più energia in Toscana e anche in una logica di giusto equilibrio fra territori dovrebbe avere tutte le carte in regola per dire basta. Sarebbe bello se gli amministratori locali se ne occupassero tenendo presenti anche questi aspetti».

Giuliano Parodi
Capogruppo UpS

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Scritto da il 30.1.2012. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

5 Commenti per “PIOMBINO: OK DELLA REGIONE PER SEI TORRI EOLICHE AL QUAGLIODROMO”

  1. ASTUTO CACCIATORE

    Ecco, cari signori, i nodi vengono al pettine: il Partito Padrone, dopo averci fatto regalare dall’Enel, negli anni ’70, le due orribili ciminiere che deturpano la nostra bellissima costa est, ora ci vuole far regalare, altre 6 imponenti pale eoliche che così completeranno l’opera di “abbellimento paesaggistico”. Ma come sono buoni, i nostri cari padroni.
    Signori, non c’è niente da fare, quando loro prendono una decisione, sono irrevomibili. Il Comitato Centrale ha deciso e chi si oppone riceve solo la denigrazione astiosa, in altre parole viene dichiarato “nemico del popolo”.

  2. enzo

    forza avanti così. Piombino è ormai considerata la pattumiera d’italia, di tutto di più

  3. Roberto Copparoni

    Oltre all’inganno ci sarà anche la beffa…vedrete cosa capiterà se e quando dovesse transitare nella vostra isola il gasdotto chiamato GALSI…Mi dispiace che i diretti interessati e i partiti non abbiano informato la locale popolazione sulle dannose conseguenze che avrebbe anche per l’Isola d’Elba questo inutile, dannoso, antieconomico e devastante gasdotto che gli stessi algerini, intervistati dai giornalisti delle rete TV France 3, definiscono improduttivo…Andate a vedere su faceboo i tanti link No Galsi e capirete meglio quello che sto affermando.
    Roberto Copparoni
    referente dei Verdi, ecologisti e Reti civiche aderente al comitato No Galsi.

  4. Roberta Barsotti

    Certo, al Quagliodromo, e rieccoli li’…

    si evince con chiarezza da queste scelte che, chi gestisce e decide la “cosa” non è altro che “braccia strappate all’agricoltura” e mi raccomando, sia ben inteso… senza alcuna offesa al contadino che ha il cervello “fino”, questi il cervello se lo sono bevuto oramai.
    Non ho nessuna riserva nell’esprimermi in questi termini, li ritengo persone in primo luogo incompetenti, poi si, sfacciatamente opportuniste.
    No non ci sto! Non ci sto perchè quel lembo di terra è stato fin troppo torturato, oppresso e “violentato”, troppo forte il termine? Non conosco altri termini che si avvicinino all’idea di un simile sfregio ambientale.
    E’ forse questa la crescita che ci attendiamo sul nostro territorio? NO.
    Domenica scorsa stavo passeggiando con il mio cane ai margini del fiume Cornia, proprio di fronte al Quagliodromo, ho avuto il piacere di osservare diverse specie di volatili, di grandi volatili, con certezza alcuni pennuti bianchi con lunghe zampe, si erano scostati di poco dalla vicina OASI PROTETTA del WWF, stavano facendo elegantissimi voli, hanno percorso a bassa quota, tutto il territorio dei “Montini” atterrando di tanto in tanto sulle sponde del fiume. In inverno è solito potersi godere un simile spettacolo. In quel posto in estate, possiamo davvero ancora trovare le Rondini, cosa rara col passare del tempo nelle nostre città, anche a Piombino le Rondini ne arrivano sempre di meno, al Quagliodromo no, li ci sono ancora e tantissime… quanti di questi volatili saranno sterminati in volo da queste pale ruotanti? Ma è possibile che in questa città, chi avrebbe falcotà di mettere in pratica progetti ambiziosamente “virtuosi”, si svegli invece sempre con una idea infelice?
    Qui piu’ che una questione “dittatoriale” a me pare una questione di intelligenza, facoltà che scarseggia in questi “architetti del fare”!
    Ed in fine, che palle anche sempre dover denunciare a nazionali associazioni ambientaliste la catastrofe che stanno compiendo sul nostro territorio, si che palle perchè per smentire qualcuno… non è affatto piacevole per un cittadino/a!

    Roberta.

  5. ASTUTO CACCIATORE

    Cara Roberta, purtroppo non è “una questione di intelligenza”, fosse per quello forse ci sarebbe un rimedio. La questione è che i lor signori che ci amministrano sono subordinati ai voleri dei loro “sponsor”. Se quest’ultimi hanno fornito un certo “supporto”, in modalità varie e comunque “sottobanco” per la elezione dei politici che attualmente ci governano, è logico che adesso vogliono la “contropartita”. Se ad esempio sono persone che hanno interessi nel campo dell’eolico, ora impongono ai loro “sponsorizzati” di fornirgli zone dove impiantare le loro squallide pale roteanti. Se sono persone che hanno interessi nel campo dell’edilizia pretendono che gli amministratori gli forniscano piani “particolareggiati” dove trasformare poderi abbandonati in alberghi e villette, e via di seguito. E’ un sistema di potere vasto e articolato che possiede agganci e relazioni a vari livelli, non solo locali ma anche regionali, nazionali etc. Per i politici lo scopo di tenere in piedi questo sistema è quello di mantenere la loro fitta rete di potere in cui si tengono sotto controllo nomine, incarichi, appalti, forniture, posti di lavoro e ovviamente i voti, per gli “sponsor” lo scopo è quello di fare affari. Figuriamoci cosa gli interessa di qualche simpatico pennuto. Non sanno nemmeno che esistono, non li vedono nemmeno in cartolina, perché hanno altro da fare che concedersi una bella e “democratica” passeggiata lungo la Cornia.

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