PIOMBINO: BARSOTTI COMMENTA IL CONSIGLIO COMUNALE SULL’ACQUA
Riportiamo un commento del consigliere Rinaldo Barsotti sull’ultimo “nervoso” consiglio comunale di Piombino sull’acqua e le relative tariffe.
Giovedì 19 gennaio – inizia il consigliere del PD RInaldo Barsotti - nella seduta consiliare abbiamo discusso e votato la delibera presentata con grande chiarezza e competenza dall’Assessore Marco Chiarei relativa alla proposta di deliberazione n. 2011/333 su “Accordo di programma per la definizione di un programma di interventi urgenti finalizzato al miglioramento della qualità dell’acqua potabile nel territorio ATO 5”.
Non spetta al sottoscritto spiegare, anche dal punto di vista tecnico e finanziario, la portata di simile intervento e l’opportunità di ratificare questo accordo.
Così come non mi sembra il caso di intervenire “politicamente” su una questione tanto dibattuta da autorevoli esponenti di ogni parte politica, le cui ragioni potranno essere opinabili, ma certamente legittime e meritevoli di ascolto.
Semmai mi limito ad osservare come siano stati inseriti in questa discussione fattori come l’esito referendario, il sistema tariffario che certamente tutti sanno che non sono di competenza di un comune ma chiamano in causa lo Stato e la regione con le proprie deliberazioni a cui a discesa tutti gli Enti dovranno ubbidire, dunque di che si parlava?
Piuttosto voglio osservare che al momento del voto le forze politiche di opposizione ed il rappresentante di una lista civica sono uscite dall’aula lasciando al PD, a SEL, oltre al voto di astensione di IDV, l’onere della tutela della salute dei nostri cittadini e questo è il punto. Personalmente ho votato a favore sentendomi investito di una responsabilità verso i cittadini che travalica le ragioni di una collocazione politica su questioni di questa rilevanza sociale, dove l’interesse comune davvero dovrebbe unire tutti.
Purtroppo non è così – conclude Barsotti – e dobbiamo renderci conto che la battaglia per rosicchiare qualche consenso fa rinunciare persino all’espletamento di un ruolo politico che è proprio di ciascuna forza politica secondo il mandato ricevuto dagli elettori e lo abbiamo visto anche in una successiva discussione su un OdG, dove ancora una volta i partiti di minoranza hanno fatto cartello persino su un punto di questo OdG dove addirittura si abdicava al ruolo attivo dei partiti a vantaggio dei comitati, se questa è la politica che taluni propugnano si capisce bene perché ci sia necessità dei Governi tecnici».
Rinaldo Barsotti – Consigliere Comunale PD
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E’ interessante come questa faccenda dell’acqua abbia risvegliato una discussione piuttosto animata. Questo è un fatto, secondo me, molto positivo. Mi sembra che si dicano cose che un tempo nessuno si azzardava a dire, perchè comunque avrebbero subito un ostracismo assoluto da parte delle fonti “ufficiali” di comunicazione, giornali tipo “Il Tirreno” per esempio. Fortunatamente, oggi, grazie ai blogs su Internet, la gente comincia a esprimersi liberamente.(Su questo blog siamo arrivati a 20 commenti). I signori padroni della politica non possono far tacere le critiche e questo li infastidisce molto. Ma per ora tirano avanti con le vecchie logiche.
A parte le polemiche personali, che non mi interessano, rimane il fatto incontestabile che il costo dell’acqua nel nostro Ato è fra i più alti d’Italia. Gli ultimi aumenti decisi dall’assemblea di Ato 5, composta dai sindaci dei comuni, alla quale tra l’altro erano presenti solo due sindaci, (nessuno della Val di Cornia), comporta un ulteriore aumento del 5% per i prossimi tre anni (quattro con l’anno corrente). Questo anche in barba al referendum che ha stabilito che il guadagno del 7% ai privati deve essere abolito. Nel mio intervento in consiglio comunale ho criticato il sindaco dicendo “mi sarei aspettato che il nostro sindaco, visto anche la particolare situazione economica che stiamo attraversando, fosse stato presente all’assemblea di Ato e avesse picchiato pugni sul tavolo chiedendo a gran voce di non aumentare le tarriffe. E’ inconcepibile che si tassi il risparmio, si ignori il risultato del referendum e si facciano pagare ai cittadini gli errori degli amministratori”. (Queste più o meno le mie parole che si possono controllare sul sito del comune) La risposta del sindaco è stata che ci si doveva vergognare a fare simili affermazioni (dopo il sindaco si è scusato modificando la sua affermazione, Scuse accolte dal sottoscritto). Certo è che, a mio parere, il sindaco era molto in difficoltà a sostenere gli aumenti, tanto che ha detto o lasciato intendere che forse questo poteva essere il motivo per cui non aveva partecipato all’assemblea. Diverso a quanto pare il comportamento di alcuni consiglieri della maggioranza.
Logica di partito? Il partito decide e si accetta anche se non si condivide? Liberi di fare le scelte e di usare i metodi che vogliono, ci mancherebbe altro. Posso solo dire che il mio partito può prendere le decisioni che vuole, se sono contrarie ai miei principi e, in particolare, agli impegni presi con coloro che mi hanno mandato a rappresentarli, non le appoggerò mai! Ma ognuno ha i suoi pricipi e le sue idee: saranno i cittadini a giudicare …… io, almeno, lo spero.
Ho letto con attenzione l’intervento di Barsotti sull’acqua e le relative considerazioni che fa sulle posizioni assunte dai vari partiti in consiglio comunale in merito alla delibera sull’accordo di programma e le repliche che ne hanno fatto seguito. Personalmente rispetto e conoscendo Barsotti credo alla sua onestà politica. Detto questo però, ritengo doveroso, visto il tono e i contenuti del dibattito, non tanto e soltanto rispondere a Lui, o a chi è intervenuto, verso cui porto il massimo rispetto, quanto precisare la posizione che SEL ha dovuto tenere in Consiglio Comunale e ribadire la sua posizione in merito. Lascio perdere le considerazioni, che anche io ritengo gratuite sul tentativo di cercare consensi elettorali su questioni di così grande importanza per l’intera collettività da parte di alcune forze politiche, oppure, opinione interpretabile, il dire che chi ha votato la delibera ha guardato agli interessi dei cittadini e chi non l’ha fatto no. Noi abbiamo votato la delibera, per un atto di rispetto verso l’Assessore Chiarei e per i due progetti, impianto Arsenico e Boro, contenuti nella delibera. Non condividiamo, però e lo abbiamo ribadito nel nostro comunicato le motivazioni che in essa si adducono per una eventuale revisione tariffaria. E questo non lo diciamo solo perchè vogliamo mantenere piena coerenza con i contenuti del referendum, che per il PD, forse non hanno niente a che vedere con l’approvazione dell’Accordo di Programma, ma per noi si, ma soprattutto perchè riteniamo sbagliate e pericolose le affermazioni che l’ASA adduce su un programma di aumenti tariffari per i prossimi 5 anni a fronte di minori entrate nelle sue casse per ridotti consumi da parte dell’utente. Sono affermazioni gravi che vanno contro gli interessi degli utenti e delle risorse del territorio e contro qualsiasi logica in una gestione pubblica del servizio e denotano tutta la precarietà della gestione ASA. Le responsabilità Barsotti non stanno nello Stato o nella Regione, e per favore non ci nascondiamo sempre dietro questo paravento, perchè non siamo il solo o i soli comuni in questo paese, quanto, spesso nella latitanza delle istituzioni locali, ne è un esempio l’assemblea dell’ATO 5 in cui si è deciso questo percorso di aumento tariffario. Ne il solo costo dell’impianto per abbattimento di Arsenio e Boro possono motivare una tale scelta. Concludo, nel ribadire che il referendum approvato dai cittadini per noi rimane un punto fermo e l’attuazione degli obiettivi in esso contenuti è e sarà per noi motivo di impegno e iniziativa politica dentro e fuori le Istituzioni.
Cordialmente
Roberto Marini
Ho letto con attenzione l’intervento di Barsotti sull’acqua e le relative considerazioni che fa sulle posizioni assunte dai vari partiti in consiglio comunale in merito alla delibera sull’accordo di programma e le repliche che ne hanno fatto seguito. Personalmente rispetto e conoscendo Barsotti credo alla sua onestà politica. Detto questo però, ritengo doveroso, visto il tono e i contenuti del dibattito, non tanto e soltanto rispondere a Lui, o a chi è intervenuto, verso cui porto il massimo rispetto, quanto precisare la posizione che SEL ha dovuto tenere in Consiglio Comunale e ribadire la sua posizione in merito. Lascio perdere le considerazioni, che anche io ritengo gratuite sul tentativo di cercare consensi elettorali su questioni di così grande importanza per l’intera collettività da parte di alcune forze politiche, oppure, opinione interpretabile, il dire che chi ha votato la delibera ha guardato agli interessi dei cittadini e chi non l’ha fatto no. Noi abbiamo votato la delibera, per un atto di rispetto verso l’Assessore Chiarei e per i due progetti, impianto Arsenico e Boro, contenuti nella delibera. Non condividiamo, però e lo abbiamo ribadito nel nostro comunicato le motivazioni che in essa si adducono per una eventuale revisione tariffaria. E questo non lo diciamo solo perchè vogliamo mantenere piena coerenza con i contenuti del referendum, che per il PD, forse non hanno niente a che vedere con l’approvazione dell’Accordo di Programma, ma per noi si, ma soprattutto perchè riteniamo sbagliate e pericolose le affermazioni che l’ASA adduce su un programma di aumenti tariffari per i prossimi 5 anni a fronte di minori entrate nelle sue casse per ridotti consumi da parte dell’utente. Sono affermazioni gravi che vanno contro gli interessi degli utenti e delle risorse del territorio e contro qualsiasi logica in una gestione pubblica del servizio e denotano tutta la precarietà della gestione ASA. Le responsabilità Barsotti non stanno nello Stato o nella Regione, e per favore non ci nascondiamo sempre dietro questo paravento, perchè non siamo il solo o i soli comuni in questo paese, quanto, spesso nella latitanza delle istituzioni locali, ne è un esempio l’assemblea dell’ATO 5 in cui si è deciso questo percorso di aumento tariffario. Ne il solo costo dell’impianto per abbattimento di Arsenio e Boro possono motivare una tale scelta. Concludo, nel ribadire che il referendum approvato dai cittadini per noi rimane un punto fermo e l’attuazione degli obiettivi in esso contenuti è e sarà per noi motivo di impegno e iniziativa politica dentro e fuori le Istituzioni.
Cordialmente
Roberto Marini segreteria SEL
Premesso che il PD e’ saltato sul carrozzone del referendum gli ultimi giorni prendendosi poi la paternita’ della vittoria………
Qualcuno puo’ rispondere alle domande ?
Sig. Barsotti…. Cosa ha fatto finora il PD e il Comune di Piombino a favore del referendum?
Sig. Mosci…… Come mai cambio’ il quell’ ODG , tradendo l’originale inviato dal suo Regionale?
Sig. Marini…… Come mai quel documento fu presentato e votato anche da Trotta (SEL) andando contro le indicazioni che venivano dalla base di SEL ?
Inoltre non si votano delibere per rispetto a qualcuno o perche’ una parte va bene ma l’altra e’ da suicidio, non siamo al mercato.
SEL tramite Trotta sta accondiscendendo troppo il PD, ma forse alle prossime votazioni il vostro uomo passera’ la sponda.
I fatti:
1)c’è un esito referendario da rispettare, i cittadini di Piombino hanno votato SI con percentuale di circa il 70%, ricordo Fabiani che in piazza Gramsci urlava vittoria con il pieno di bandiere del PD.. mi chiedevo con quale diritto, visto che il PD non aveva proprio fatto nulla per la campagna referendaria, aveva visto l’onda elettorale e l’ha cavalcata. Comunque la fiducia non muore e allora aspetto che il PD e Fabiani indichino un serio percorso di dignità politica. Ricordate quando qualcuno diceva “Dalema dicci qualcosa di sinistra” stessa storia?
2) L’aumento delle tariffe sono un vero insulto a tutte le persone che anche con sacrifici e costanza hanno comportamenti virtuosi, ricordiamoci che l’aumento delle tariffe servono a compensare i minori consumi effettuati, mi vergogno per chi ha votato una cosa simile.
4)Il dissalatore forse non è la soluzione migliore, ma doveva essere data una risposta a 12 anni di deleghe su boro e arsenico, la colpa vergognosa è sicuramente chi non ha deciso fino a oggi speculando sulla salute di tutti noi.
5) Trotta e Chiarei stanno a SEL come i calzini di lana a ferragosto, quindi non mi meraviglio di queste continue contraddizioni.
6)Il PD non esiste, ovvero non esiste un partito dove si discute, ma c’è un capo indiscusso che è il sindaco, il miglior sindaco che Piombino ha avuto dicono in molti, Berrighi compreso, speriamo che le decisioni del padrone siano sempre a vantaggio della collettività, un pò come diceva Silvio “il processo breve lo faccio per il paese”
Non mi stupisco dei commenti del consigliere del PD, fanno parte della loro logica di pensiero, sono staccati dalla gente, non vanno a ascoltare ma cercano di convincere esattamente come un venditore. Il PD un partito destinato alla fine, non si mettono anime diverse in un contenitore per prendere i voti di tutti, così hanno creato il vuoto del pensiero, “si lavora per voi” ma non ci rompete troppo i cogli@ni la discussione politica fa perdere tempo.
Riccardo ex elettore PD mi vergogno anche un pò
@marco. rispondo alla mia domanda.
abbiamo cambiato il documento (o meglio abbiamo accettato la richiesta di variazione allo stesso) per un motivo semplice che può, se vuole, risentire anche nel mio intervento in consiglio.
il pd non avrebbe mai votato quel documento da qui la scelta.
1) vedere il documento bocciato palesando una divergenza in maggoranza.
2) correggerlo e fare un piccolo passo insieme verso qualcosa meglio di prima.
in pratica o facevo 50 metri da solo e da solo restavo o ne facevo 5 insieme al pd trascindoli un pò in avanti. vede signor marco la politica è fatta di compromessi, io credo di averne fatto uno a vantaggio dei cittadini a scapito di una bella figura col mio partito regionale
Sig. Mosci
Conosco benissimo i due documenti e ho gia’ visto le registrazioni del consiglio comunale(non scrivo senza conoscere). Come ho gia’ scritto, i due documenti hanno niente a che vedere tra loro, sono completamente diversi. Nel primo c’era tutto, fatto benissimo e racchiudeva tutta la sostanza dei due referendum e si articolava ad impegnare i Sindaco su 12 punti tra cui anche l’abrogazione del famoso 7% (era piu’ di una pagina di richieste ).Nel secondo il vuoto assoluto, come ho gia’ scritto qualche commento prima. Lei per far piacere al PD ha stravolto le aspettative dei cittadini e dei suoi elettori che erano racchiuse in quel documento, non mi meraviglia che il PD non avrebbe mai votato il primo documento ,sarebbe andato contro logiche affaristiche.E poi a lei che importa di una divergenza nella maggioranza, se aveva presentato un documento’ convinto della sua importanza e validita’ , erano gli altri a prendersi le propie responsabilita’ e votare contro mettendoci la faccia di fronte alla citta’. Voi non l’avete corretto……l’avete stravolto. Non avete fatto nessun passo in avanti ma vi siete immersi nel fango fino al naso, avete tradito i vostri elettori e concittadini, mi dica da allora quale vantaggio abbiamo avuto . I compromessi si fanno anche quando non si ha il coraggio di portare avanti le propie idee e convinzioni e lei questo coraggio non l’ha avuto. Si sara’ preso qualche pacca sulla spalla da qualcuno della sua maggioranza , ma di fronte a chi questa storia la conosce ha perso di credibilita’.
Ripresenti quel documento ,se ne era convinto ,e non faccia marcia indietro,
inviteremo la stampa ad assistere durante la discussione in aula, e vedremo chi votera’ contro.
Cordiali saluti
P.S. Grazie della risposta e sincerita’……. aspetto gli altri…..
Al PD, pardon al Partito padrone, l’unica cosa di cui importava del referendum sull’acqua era che potesse servire per “la spallata a Berlusconi”. Tutto quello che c’era dietro la loro sbandierata felicità, dopo la vittoria, era quello. (Avanti popolo). Queste sono le conseguenze nefaste di un simile modo, strumentale, di fare politica. Ora ci ritroviamo con un bell’aumento delle tariffe, in barba alla retorica del risparmio dell’acqua. L’incapacità dei dirigenti degli enti che gestiscono l’acqua a portare avanti una linea economica di rigore gestionale porta a questi risultati. Siamo in presenza di persone che occupano quei posti in base a logiche di spartizione di potere. Quello che a loro interessa è mantenere la loro rete di potere, supportata da adeguati stipendi. La gestione del servizio pubblico è solo un’occasione per farlo.