SCARLINO: DA LUNEDI SPENTO L’INCENERITORE

Il cogeneratore di Scarlino

Impianto spento e cassa integrazione per i dipendsenti da Lunedi 21 novembre. E’ questo il risultato delle due sentenze del TAR che hanno annullato VIA e AIM. Ovviamente Scarlino Energia farà ricorso al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva di esecutività della sentenza del Tar. Per ora nessun commento dai comitati che hanno portato avanti la causa, e che se vogliono possono commentare al termine dell’articolo.

L’azienda ha valutato i dispositivi delle due sentenze del Tar che hanno annullato la Valutazione di impatto ambientale e l’Autorizzazione integrata ambientale censurando di fatto le carenze di istruttoria tecnica. Nel rispetto del principio di precauzione e in adempimento delle sentenze del Tribunale amministrativo, Scarlino Energia ha deciso di interrompere dall’immediato tutti i conferimenti all’impianto e di sospendere tutte le attività industriali a partire da lunedì prossimo. Sono state quindi avviate le procedure tecniche di svuotamento dei silos contenenti i combustibili, lo spegnimento delle linee e l’interruzione della combustione sia del Cdr che delle biomasse.

Contemporaneamente, è stato dato inizio alle procedure di messa in sicurezza dell’impianto. Sempre da lunedì verrà sospesa anche l’attività del depuratore comprensoriale che tratta le acque provenienti dal sistema delle barriere idrauliche delle bonifiche della falda. L’azienda ha informato le altre aziende del Casone (Solmine, Syndial) del fatto che dal prossimo lunedì il depuratore non potrà ricevere i reflui provenienti dai siti industriali.

Scarlino Energia ha inoltre valutato e deciso il ricorso al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva di esecutività della sentenza del Tar. Tutte queste decisioni sono state notificate al Prefetto, alla Provincia di Grosseto, al Comune sede di impianto, all’Arpat, alla Asl e a tutti gli enti competenti.

Nella mattinata, i vertici aziendali di Scarlino Energia hanno incontrato le Rsu informandole delle conseguenze delle sentenze del Tar e della conseguente sospensione di tutte le attività industriali anticipando che nei prossimi giorni sarà avviata la procedura di Cassa integrazione per un periodo non inferiore a 90 giorni necessario a ottenente il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva.

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Sentenza Tar impianto di Scarlino: l’impianto verrà bloccato con effetti gravi sulle gestione rifiuti

Il presidente di  Confservizi Cispel Toscana (l’associazione regionale delle aziende di servizio pubblico) Alfredo De Girolamo: “La decisione è di una gravità inaudita e getta un’ombra sulle reali possibilità in Toscana di fare impresa nel rispetto delle regole”. L’impianto ha superato tutte le procedure ordinarie previste dalla legge.

Firenze, 19 novembre – “La decisione del TAR Toscana che accoglie le richieste di alcuni comitati locali, di associazioni ambientaliste e del Comune di Follonica per impedire il funzionamento dell’impianto di recupero energetico di Scarlino è di una gravità inaudita e getta un’ombra sulle reali possibilità in Toscana di fare e attrarre investimenti, di fare impresa nel rispetto delle regole. Si apre ora uno scenario inquietante, l’impianto verrà bloccato con effetti gravi sulla gestione dei rifiuti e conseguenze occupazionali”. Questo il commento di Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, alla notizie che il Tribunale amministrativo della Toscana ha di fatto sancito il blocco dell’impianto progettato da Scarlino Energia Srl.

“Il progetto di Scarlino Energia ha avuto un iter amministrativo lungo e complesso durato oltre due anni nel quale sono intervenuti tutti i soggetti istituzionali competenti e le autorità di controllo ambientale – ha spiegato De Girolamo –. L’impresa aveva ottenuto la Via e la successiva autorizzazione nel rispetto delle procedure dell’ordinamento e di tutti i requisiti richiesti dalla legge”. Per questo – ha proseguito – “ lascia stupiti e preoccupati il pronunciamento del tribunale amministrativo che con propria sentenza, dopo oltre due anni, ha contraddetto il pronunciamento dello stesso Tar e del Consiglio di Stato che nel 2009 avevano respinto il ricorso dei comitati”. Di fronte a una procedura scrupolosamente rispettata, il presidente di Confservizi Cispel ha detto di condividere le parole recentemente espresse dal Governatore della Toscana Enrico Rossi: “In questa regione un imprenditore che propone un investimento e rispetta le regole ha il diritto di vedere accolta la sua proposta”.

Quello che è accaduto a Scarlino – ha concluso De Girolamo – “è il frutto malato di un idea sbagliata di partecipazione, purtroppo cavalcata in modo irresponsabile da una parte della classe politica a volte subita dalle istituzioni, che consente a piccoli gruppi di bloccare investimenti importanti, concepiti nel pieno rispetto della legge”.

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Scritto da il 20.11.2011. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per “SCARLINO: DA LUNEDI SPENTO L’INCENERITORE”

  1. Roberto Saliti

    Tanto in Italia non è più possibile fare niente. E’ meglio rassegnarci e chiudere tutto. Poi la gente si lamenta se c’è crisi e se le fabbriche si trasferiscono all’estero e la gente rimane a fare solamente quei lavori precari e inutili che soprattutto non producono niente. Oggi basta un comitato di pensionati e qualche giovane urlatore che cavalca il momento (tanto a loro la pensione gli viene erogata ogni 27 del mese) per riuscire a buttare sulla strada decine di famiglie. La spazzatura andrebbe messa, senza essere incenerita, davanti alle case di quelli del comitato.

  2. Luigi Gobbini

    Certo, rispettare le leggi è un’optional. Fare attività senza autorizzazioni è normale. Il tar è un’istituzione di mentecatti? Io metterei l’inceneritore autorizzato come quello di scarlino sotto casa sua….

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