LUCCHINI, RAGGIUNTO L’ACCORDO SUL DEBITO

E’ stato raggiunto l’accordo  con le banche per la ristrutturazione del debito da 770 milioni di euro per il salvataggio dell’azienda siderurgica Lucchini. Ad annunciarlo è il sottosegretario allo Sviluppo economicio, Stefano Saglia. L’accordo prevede il congelamento del 100% del debito societario, un rifinanziamento di cassa pari a 78 milioni di euro e di 48 milioni di lettere di cassa. Non è escluso che le differenze possano essere colmate con l’ingresso di nuovi istituti di credito.

«E’ stato raggiunto l’accordo con le banche – ha affermato il sottosegretario – il percorso è stato delicato e molto complicato. Decisivo l’intervento del governo e il gioco di squadra con istituzioni locali».
«Siamo riusciti a preservare l’occupazione e gli asset aziendali. Il debito – ha aggiunto Saglia – verrà congelato e verranno date le linee guida della nuova finanza e del riassetto societario. Ora sarà possibile passare al piano industriale».

Dopo mesi segnati da una trattativa estenuante con le banche l’intesa è stata quindi raggiunta, su cifre leggermente più basse rispetto a quanto circolato in questi giorni, la ratifica dell’accordo che garantisce al gruppo Lucchini la liquidità necessaria per mandare avanti per un altro pò di mesi gli stabilimenti, e per sondare il terreno per l’ingresso di nuovi acquirenti.E’ ovvio che solo un piano industriale credibile potrà dare vera tranquillità agli operai che in questi giorni hanno iniziato a preoccuparsi realmente per la loro sorte.

«L’accordo ci dà respiro per andare avanti – commentano a caldo i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm – ora si apre una fase nuova in cui si deciderà il futuro dello stabilimento e del polo siderurgico di Piombino».

La firma dell’intesa sblocca inoltre le procedure per la cessione dei presidi francesi di Ascometal, per i quali è già fissata una riunione domani in Francia. Per l’acquisizione degli stabilimenti francesi sarebbe già pronta un’offerta di 300 milioni da parte del fondo internazionale Apollo.

L’intesa raggiunta per la Lucchini, ha commentato a caldo l’assessore toscano alle attività produttive Gianfranco Simoncini è una «buona notizia prima di tutto per i lavoratori dello stabilimento» di Piombino e anche «per l’economia toscana e per il futuro della siderurgia. È un risultato dell’impegno comune di istituzioni e governo che ha trovato una rispondenza positiva in buona parte del sistema bancario anche se non all’altezza delle richieste. Ora si tratta di proseguire il confronto per il rilancio dello stabilimento e per assicurare un solido sviluppo al polo siderurgico».

Un risultato «importante» anche per il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà: «L’impegno di tutte le istituzioni ha consentito di scongiurare il commissariamento permettendo di superare l’attuale difficile momento. È inutile nascondersi che le difficoltà con cui si giunti a questo risultato, da consolidare con le intese da raggiungere con l’azionista, conferma la fragilità di una situazione che può avere una vera svolta solo trovando un nuovo soggetto industriale interessato alla produzione dell’acciaio a Piombino».

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Scritto da il 6.7.2011. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “LUCCHINI, RAGGIUNTO L’ACCORDO SUL DEBITO”

  1. gracia

    ora è arrivato il momento di scrivre un nuovo capitolo della storia PRODUTTIVA di questa azienda…logisticamente abbiamo una posizione eccellente che ci invidiano in tanti, tecnicamente va rivisto un pò tutto in quanto glii mpianti sono obsoleti e poco sicuri per gli operai…ma con la forza di volontà da parte di tutti possiamo farcela…non è ora il momento di rilassarcima di rimboccarsi le maniche…il tutto va vissuto come in’opportunità da non perdere…..

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    41 mesi, 3 giorni, 8 ore, 45 minute fa

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