LUCCHINI: «VOGLIAMO DIFENDERE IL NOSTRO POSTO DI LAVORO»

Grande preoccupazione negli operai

Sta circolando da alcune ore un volantino con un appello di circa duecento operai preoccupati per il degenerare della crisi economica dello stabilimento,  che lamentano uno scarso impegno dei sindacati per dirimere la situazione. Ve lo riportiamo integralmente, e a seguire le parole di solidarietà  del PD e del Vescovo Ciattini agli operai dello stabilimento.

 

PER DIFENDERE IL NOSTRO POSTO DI LAVORO

La situazione che si è determinata tra la Lucchini e le banche creditrici è strettamente grave e preoccupante. A fronte di questo caso, la condizione dello stabilimento è drammatica.

La risposta che il sindacato ha messo in campo è insufficiente rispetto alla gravità dei problemi.

Mentre le banche si accapigliano e non firmano l’accordo e l’intervento del governo latita solo i lavoratori possono dare la spinta non solo per la difesa del loro posto di lavoro ma per una realtà industriale che è un bene di tutti.

E’ per questo che le azioni non possono essere limitate al pur meritorio sciopero della fame di un dirigente sindacale o con le solite 2 ore di mobilitazione (senza la partecipazione dell’intero ciclo integrale in tutti i suoi reparti).

Arrivati a oggi vogliamo iniziare a scioperare veramente, nella legalità. Non ci possono essere lavoratori di serie A e di serie B, dobbiamo invece lottare all’unisono fermando anche la produzione, non per 2 ore soltanto ma per uno sciopero generale di 8 ore a cui partecipi ogni singola parte dello stabilimento.

Per troppo tempo siamo stati in silenzio vivendo di promesse ma adesso siamo alla stretta finale.

Tutto questo si può recuperare solo lottando con decisione e con una forte spinta da parte di noi lavoratori. In questo contesto è necessario (e non certo inutile) far sentire nelle sedi degli incontri tra proprietà-banche-governo-sindacati la pressione anche fisica dei lavoratori.

Andrebbero portati 7 o 8 pullman di operai arrabbiati davanti al ministero a Roma.

Noi vogliamo difendere il nostro posto di lavoro e la nostra industria quindi chiediamo ai sindacati di essere più incisivi nella lotta per raggiungere questo risultato.

200 operai Lucchini

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ANCHE IL PD VICINO AI LAVORATORI

Riceviamo e pubblichiamo.

All’indomani della manifestazione tenutasi a Piombino e ad un giorno dall’incontro con il Ministero dello Sviluppo economico continuano la mobilitazione e le iniziative del Partito Democratico. Questa mattina nell’ufficio del Segretario PD Valerio Fabiani si è tenuta una riunione proprio in merito a questo con il Senatore PD Achille Passoni. Passoni, che è stato per anni dirigente nazionale della Cgil, oggi è Senatore del Partito Democratico e componente della Commissione Parlamentare Lavoro e Previdenza Sociale. Da Senatore eletto in Toscana ha seguito da vicino le questioni del nostro territorio; è stato lui a concludere la Conferenza Territoriale del PD sul lavoro tenutasi il mese scorso a Piombino.

Il Senatore Passoni si è detto vicino ai lavoratori e a tutte le forme di protesta messe in atto, sciopero della fame e presidio del silos, per tenere alta l’attenzione sull’evolversi della vicenda Lucchini. “Questa è una partita non solo del territorio, afferma il Senatore Passoni, ma anche dell’Italia. E’ necessaria una grande attenzione per la giornata di domani per vedere se le banche si faranno carico dell’intervento. Il Governo deve sapere che la Lucchini è importante per il territorio ma anche per le scelte strategiche dell’intero Paese, con una punta di ironia Il Senatore conclude, anche se è complesso per il Governo, una volta tanto, dovrebbe unire testa e politica per il bene del Paese già da domani”.

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IL VESCOVO CIATTINI PREOCCUPATO PER LA CRISI LUCCHINI

Riceviamo e pubblichiamo dal Vescovo di Massa Marittima-Piombino Carlo Ciattini.

«A seguito degli sviluppi della grave crisi che vive la LUCCHINI e che abbiamo appreso dagli organi di stampa e dai mass media , come pastore, come uomo e cristiano, mi sento di esprimere profondamente la mia solidarietà agli operai e a tutte le loro famiglie, a quelle che rischiano di trovarsi in una situazione di profondo disagio economico e sociale, ricordando la forza della preghiera, mettendomi in ascolto di questi profondi disagi umani che lacerano il tessuto sociale, avendo preoccupanti ripercussioni sulla collettività, auspico che si arrivi ad una soluzione che tenga presente la dignità dell’uomo.

La CARITAS diocesana è stata invitata, da parte mia, a soccorrere, dove e come può, le più immediate difficoltà di quanti sono colpiti dalla presente crisi.

A tutti il mio saluto e l’augurio di bene e di pace».

+ Mons. Carlo Ciattini

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IL  VICARIATO DI PIOMBINO SULLA SITUAZIONE NELLA LUCCHINI

Le Comunità parrocchiali di Piombino seguono con preoccupata partecipazione quanto si sta facendo in questi giorni cruciali per il futuro delle Acciaierie Lucchini.

Accompagnano con speranza quanti si stanno adoperando per il raggiungimento di un accordo.

Sono sicure che, a quanto si conosce, se alla base staranno la trasparenza e una più che ragionevole fiducia, questo appare certamente a portata di mano. Risulterebbe pertanto illogico, difficile da comprendere un fallimento della trattativa in atto.

Le comunità ecclesiali piombinesi sanno quante famiglie del loro territorio e dei territori limitrofi stanno trascorrendo momenti di vera apprensione e vorrebbero tutte rassicurarle della preghiera e della concreta solidarietà.

Per questo si uniscono all’appello del Vescovo diocesano per il buon esito degli incontri in corso e offrono la loro disponibilità alla Caritas diocesana per studiare e concretizzare iniziative che risultassero necessarie a sostenere, per quanto possibile, le reali difficoltà: ci sta a cuore il bene comune e la serenità delle persone.

I sacerdoti  di Piombino


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Scritto da il 5.7.2011. Registrato sotto Economia, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    40 mesi, 25 giorni, 16 ore, 6 minute fa

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