IL PIANO DI BARATTI DANNOSO PER L’ECONOMIA DELLA ZONA?

Riceviamo un commento da parte del Comitato “Giù le mani da Baratti” relativo al rischio che correrebbero tutte le aziende del territorio se questo andasse avanti così come è. Tutte le aziende? Sicuramente una no. Il villaggio Poggio all’Agnello a poche settimane dall’apertura sul suo sito internet garantisce ancora che “La nostra spiaggia privata si trova direttamente all’interno del Golfo di Baratti ed è attrezzata con ombrellone, 2 lettini e 2 poltrone da regista”. Un caso o una chiara volontà politica occulta? E in quest’ultimo caso, come farà ad uscirne pulita l’amministrazione comunale di Piombino dopo tutte le parole spese nel percorso partecipativo? Riportiamo l’intervento del Comitato in versione integrale.

«Se il piano di Baratti andasse avanti così com’è, sarebbe un danno grave per l’economia del territorio. Finora giustamente si è discusso soprattutto degli impatti negativi sul paesaggio e sulla cultura che avrebbero la trasformazione in albergo del Casone, la costruzione di migliaia di metri cubi alla cosiddetta ‘Porta del Parco’, la privatizzazione di un ulteriore tratto di litorale e gli interventi previsti nella pineta.

Ma dobbiamo tenere presenti anche gli effetti negativi che tali previsioni avrebbero sul turismo e l’economia di Piombino e dell’intera Val di Cornia. Su questo aspetto si stanno ora concentrando le ricerche del Comitato Giù le mani da Baratti, che ha effettuato un censimento delle attività turistiche e commerciali esistenti a Baratti e a Populonia. Inoltre sta rilevando l’opinione di operatori turistici dell’intero comprensorio, i quali ritengono Baratti uno straordinario elemento di attrazione turistica, le cui ricadute positive si riversano su agriturismi, alberghi e strutture del territorio circostante. Se si alterasse l’identità di quel luogo – dicono in molti – anche le nostre imprese ne risentirebbero e così anche l’occupazione. Le attività in loco sarebbero certamente danneggiate da una visione esclusiva del golfo, che privilegerebbe solo gli eventuali clienti del’albergo e gli ospiti del villaggio di Poggio all’Agnello. La realizzazione di volumetrie e di nuove attività commerciali alle Caldanelle penalizzerebbe Populonia stazione, che invece dovrebbe essere il vero snodo della mobilità verso Baratti e Populonia Alta.

Il ragionamento su Baratti deve tenere conto dell’esistenza di un sistema turistico territoriale ben più ampio, che funzioni secondo una logica integrata nella quale le varie componenti dell’offerta possano sorreggersi tra di loro. In questa ottica è sbagliato costruire nuovi alberghi in riva al mare, che peraltro farebbero concorrenza ad un settore ricettivo di zona che già da anni non fa più il tutto esaurito. Un ulteriore elemento è quello dei parchi e della cosiddetta “economia della cultura”, che insieme al paesaggio e alle risorse gastronomiche deve essere considerata un volano del turismo durante tutto l’anno e quindi come possibilità di allungamento della stagione turistica. Di tutto ciò non c’è traccia nel piano presentato dal Comune, come è emerso anche durante il percorso partecipativo. Il Comitato annuncia quindi che organizzerà presto altre iniziative di approfondimento sugli effetti economici delle previsioni urbanistiche per Baratti.

Comitato Giù le mani da Baratti

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Scritto da il 5.2.2011. Registrato sotto ambiente/territorio, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

1 Commento per “IL PIANO DI BARATTI DANNOSO PER L’ECONOMIA DELLA ZONA?”

  1. vinicio

    si, molto dannoso. Non si vuole capire che i tempi sono cambiati e che lo sviluppo non passa più dalle solite cose. Sembra che gli amministratori locali siano costantemente sotto ricatto, come se dovessero rispondere a poteri più grandi di loro invece che ai cittadini. Anche il PD, di cui sono stato elettore, tace come se dovesse difendere per forza qualcosa. Invece dovrebbe pretendere dai sindaci che vengano a rendere conto ogni tanto delle scelte che fanno

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