GELICHI: «NEL PD O SEI ALLINEATO O C’E’ SOLO L’ISOLAMENTO»

Riportiamo una nostra intervista esclusiva a Riccardo Gelichi dopo la sua recente uscita dal gruppo consiliare piombinese del PD, ed il suo passaggio al gruppo misto.  Troppe devono essere diventate le divergenze tra il consigliere comunale e la segreteria sulla conduzione del partito in Val di Cornia e a Piombino. Leggiamo insieme l’intervista curata dal nostro direttore Giuseppe Trinchini.

Quali sono state le vere motivazioni della sua uscita dal PD?
La motivazione della mia uscita dal PD è che a livello nazionale e locale si è dimostrato che la volontà di cambiare il modello della vecchia politica è naufragato con Veltroni. Il partito è tornato saldamente in mano agli iscritti, che peraltro decidono poco, sono scomparsi i simpatizzanti, è scomparsa quella flebile apertura alla società civile, si continua con i soliti metodi autoreferenziali, le iniziative danno sempre la sensazione di passerelle di dirigenti e amministratori, gli spazi di discussione sono minimi. Insomma il vecchio partito a cui non ho mai voluto iscrivermi, il sogno di una politica che avvicinasse il cittadino e parlasse con lui dei suoi problemi reali è stata assorbita dai tatticismi, dal politichese incomprensibile e vuoto di contenuti, il sogno del compromesso storico è stato trasformato in una fusione fredda che non ha dato nessuna identità al PD.

C’è un problema di democrazia anche nel PD locale?
Nel PD locale sarebbe bello poter discutere anche animatamente e poi tornare serenamente sugli obiettivi senza doversi aspettare un isolamento, che invece è puntuale.

I giovani dentro il PD sono liberi e indipendenti nelle loro scelte, oppure la loro autonomia è vincolata all’interno di percorsi dettati dalla nomenklatura?
Non so se i giovani del PD seguono la nomenclatura, penso che un giovane che spera di fare qualcosa di buono per questa città dovrebbe cercare di capire prima e combattere dopo per i principi in cui crede, con la passione e l’ingenuità che diventano forza travolgente che è tipica e si vede a tratti nei giovani, non l’ho percepita localmente, ma forse è un mio limite.

E’ necessario secondo lei riunire forze della società civile per rilanciare un vero progetto per Piombino?
La politica oggi a Piombino è totalmente inadeguata, in consiglio si discute di tutti i problemi di caratura nazionale e pochissimo di quelli della città, sono stati messi in campo progetti faraonici e costosissimi che non rilanceranno l’economia della città ma la appesantiranno di ulteriori spese, mi riferisco a città futura, venti milioni di euro tutti nostri per un museo e un parco della musica, e l’accordo di pianificazione che ha un senso solo con la 398 fino al porto, ma mi pare dalle ultime notizie si fermerà al Capezzuolo, forse.

Serve urgentemente una scossa proveniente dalla società civile che stimoli la politica a fare veramente gli interessi della collettività, che detti delle priorità e inizi a colmare quel vuoto di interventi strutturali urgentissimi in un panorama di crisi della siderurgia in una città in piena involuzione culturale e sociale, oggi abbiamo solo tanti progetti, promesse e intenzioni mascherate dalla politica del fare.

Cosa è il gruppo “Ascolta Piombino”?
Il gruppo AscoltaPiombino è la speranza di qualcosa di veramente nuovo nella comunità cittadina, un movimento di opinione che dovrà creare una rete di persone libere con l’obbiettivo di portare un contributo oggettivo all’amministrazione della città di Piombino, è urgente e sentito questo bisogno, se non lo si può perseguire attraverso la politica la società civile deve prendere in mano la situazione e guidarla al meglio, un intervento nella vita pubblica che dovrà disegnare una parabola temporale che serva a rilanciare questa città e che farà del bene anche alla politica locale.

Con il gruppo su Facebook «Ascolta Piombino» pensa di ripetere un’operazione come quella che diversi anni fa fece Stefania Bardini quando fondò «Nuova Piombino»?
Ascolta Piombino è oggi un movimento di opinione che si potrebbe trasformare in lista civica al momento di nuove elezioni amministrative, ritengo che ci sia uno spazio politico importante e molti elettori delusi dalla politica locale che aspettano di essere rappresentati, penso che sia necessario dare nuovi rappresentanti a chi chiede una politica trasparente, comprensibile, concreta, priva di sterili promesse, una politica nuova.

Si aspetta di ricevere la denigrazione dei suoi ex compagni come è successo a molti che si sono permessi di esprimere dissenso?
Il dissenso oggi nel PD locale è ancora inteso come una minaccia, invece dovrebbe essere percepito come una risorsa, un arricchimento alla discussione, mi riferisco chiaramente alla critica costruttiva. La demonizzazione personale non mi spaventa, giudicheranno i cittadini.


Quali sono  i principi ispiratori di “Ascolta Piombino”?
I principi ispiratori di AscoltaPiombino, quelli che muovono tutti i nostri passi sono i seguenti:

La democrazia, intesa come partecipazione e scambio di idee.
La trasparenza, un linguaggio chiaro, non retorico.
La meritocrazia come veicolo di sviluppo.
La demonizzazione del nepotismo e del clientelismo politico.
Per l’orgoglio di chi non vuole elemosinare un posto di lavoro, e di tutti quelli che non si piegano al servilismo nei confronti del potere.
Per l’onestà intellettuale contro ogni ipocrisia etica e morale, senza essere seguita dall’esempio.
L’obbiettivo di dare un impulso vero di rinnovamento alla città di Piombino, concreto, cioè “finanziabile”, sostenibile anche se contrario alle rendite di posizione.
Un progetto per i giovani, per dare loro un futuro anche in questa città.

Giuseppe Trinchini



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Scritto da il 10.12.2010. Registrato sotto Foto, politica, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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