«RICETTE CORSARE», PER NON NAUFRAGARE IN CUCINA – 46

Quarantaseiesimo appuntamento con la rubrica di cucina del Corriere degli Etruschi «Ricette Corsare» curata con passione dal nostro esperto Emilio Guardavilla. La rubrica presenta ogni settimana alcuni aneddoti tratti dalla vita dell’autore e un menù completo tutto da gustare.

RICETTE CORSARE


Rubrica di intuizioni culinarie e percorsi introspettivi per non naufragare in cucina. A cura di Emilio Guardavilla.

Nell’immaginario comune della cultura occidentale ed in quello del Bel Paese in particolare il Nostromo è una figura affascinante e carismatica che nel contesto di un natante da una certa stazza in poi emerge per le sue doti di umanità e professionalità. Provvisto di divisa o meno la sua carica esula le mansioni prescritte dalle esigenze operative ed il suo spessore abbraccia per statuto non ufficialmente riconosciuto una sfera emotiva che si eleva sopra la media del comune navigante. Il Nostromo è un punto di riferimento, lo dice la parola stessa, per tutti; dal ponte di comando alla sentina, dal Comandante al Mozzo, dalla fidanzata alla vedova. L’equipaggio intero lo riconosce come tale, non si discute. E l’Autorità Marittima del caso in eguale misura; perché ha navigato più lui che tutti gli altri messi assieme.


181) Code di scampi Kundur

Categoria: antipasto

Ingredienti: code di scampi – fagiolini – pomodori – succo di limone – prezzemolo.

Preparazione: in due pentole differenziate sbollenterai le code di scampo e i fagiolini, rispettivamente per cinque e venticinque minuti. Se ci pensi bene hai tutto il tempo per tritare molto finemente (leggi poltiglia) il prezzemolo, con l’aggiunta del succo di limone e un minimo di sale è sottinteso. Aggiungi pure i pomodori a dadi di piccole dimensioni e lascia insaporire quanto più ti è possibile. Unisci scampi e i fagiolini e irrora con la salsina verde.

Punto esclamativo: e le teste degli scampi? Gli uomini veri si riconoscono in certi momenti.

Valore aggiunto: ho conosciuto un Nostromo soprannominato “l’Uomo con la valigia”.

Il Nostromo è un Mozzo che è diventato grande per i mari del mondo, studiando sui libri di vento e salsedine. Come supporto didattico niente di scritto. Un sapere imparato senza essere insegnato da nessuno, tramandato, spiato e rubato per nutrirsi e crescere; in aule distribuite su tutti i ponti della nave, chiusi o all’aperto, dove insegnanti ignari impartivano lezioni di marinaresca senza darsene conto. Spazi sconfinati a disposizione dell’ingegno, della volontà, della costanza, a cui attingere per procurarsi una sopravvivenza altrimenti difficile da guadagnare. Ne scaturisce un percorso formativo lungo, reso tortuoso dalle inclemenze del meteo e spesso difficoltoso da un armatore lontano chissà quanti fusi orari.


182) Penne Moro

Categoria: primo piatto

Ingredienti: moscardini – funghi – aglio.

Preparazione: nella stessa padella salta i funghi e i moscardini, ovviamente previa preparazione di un soffritto di una cera levatura. Nel giro di dieci minuti, se la fiamma è gestita con sapienza, il condimento per le penne può essere considerato pronto.

Punto esclamativo: funghi prataioli, se possibile.

Valore aggiunto: ho conosciuto un Nostromo soprannominato “lo Sfavato”.

Il Nostromo di una nave, come detto, si occupa un po’ di tutto e di tutti.  Per la sua determinazione a ricoprire con il dovuto zelo la sua posizione è assimilabile ad una figura paterna per tutti i membri dell’equipaggio; giovani e meno giovani, sprovveduti o esperti che siano, della sua stessa nazionalità o meno. Il galateo del mare vuole che gli si dia del “voi” quale riconoscimento di una autorità indispensabile e rispettata, profondamente necessaria e voluta. Tutti ne hanno bisogno; se non per  fare un nodo o una piombatura, per una parola di conforto, per un racconto di mare di altri tempi, per un consiglio per la franchigia nel prossimo porto. Ha sicuramente qualcosa da poter dare a chiunque. Sempre.


183)  Calamari Batang

Categoria: secondo piatto

Ingredienti: calamari – cipolla – arina bianca – aceto – aglio – prezzemolo.

Preparazione: imbiondisci una cipolla bianca e unisci subito i calamari, ad anelli il corpo e a pezzi non troppo ridotti i tentacoli. Fai cuocere per cinque minuti. Nel frattempo, in un mortaio vecchia maniera, pesta l’aglio, il prezzemolo e aggiungi aceto e farina nelle quantità che il tuo bioritmo ti consiglia. Versa il composto ottenuto nel tegame dei calamari e alla via così per altri venti minuti a fuoco lento.

Punto esclamativo: mortaio di marmo con pestello in legno d’olivo.

Valore aggiunto: ho conosciuto un Nostromo soprannominato “il Delinquente”.

I tempi cambiano. Anche per mare si avverte una certa evoluzione del sociale, delle relazioni interpersonali, delle tecnologie come ausilio alla vita di tutti i giorni, non solo alla navigazione in valore assoluto. E’ il nuovo che avanza, anche in mezzo ai flutti. Nonostante questo, è un bene per tutti che certi valori continuino a esistere e ad essere osservati con scrupolosa attenzione al particolare. Ne va dell’incolumità fisica ed emotiva di tutti. Si sa, il fattore umano è fondamentale in tutte le attività lavorative. E’ quel valore aggiunto che fa la differenza, che non si crea dall’oggi al domani improvvisandosi quello che non si è. Che le vecchie generazioni persistano a fare scuola di vita su tutte le navi del mondo. Solo così si potranno ancora ascoltare delle belle storie. “Nostromo, cosa ci raccontate?”


184) Bocconcini  Rempang

Categoria: dessert

Ingredienti: farina di cocco – zucchero – uova – cannella in polvere.

Preparazione: monta a neve gli albumi e, poco alla volta, incorpora lo zucchero, la cannella e la farina di cocco. Gioca con due cucchiai e dall’impasto ricava delle piccole porzioni, bocconcini direi, da infornare per venti minuti @ 150°. Non scordare la carta da forno, pena un naufragio che ricorderai finché campi..

Punto esclamativo: due goccioline di aroma di mandorle nell’impasto.

Valore aggiunto: ho conosciuto un Nostromo soprannominato “Pettina-scimmie”.


Dai retta, ché io ai fornelli gli do del “tu”.

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Emilio Guardavilla risiede e vive a Piombino insieme ad altre
trentaquattromila persone circa.
Come tutti gli altri ci lavora e ci coltiva le proprie inclinazioni, nel suo
caso la lettura e la cucina.
E come gli altri respira quell’aria di mare che ha la stessa valenza chimica
per l’organismo dell’ossigeno o dell’azoto. Sognatore instancabile,
concepisce costantemente progetti di ogni genere a breve, media e lunga
scadenza senza abbandonarne neanche uno.

http://www.emilioguardavilla.it

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Scritto da il 30.4.2010. Registrato sotto cucina, Foto, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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