CIRCONDARIO: TORNA TUTTO ALLA PROVINCIA, MA LE OPPOSIZIONI INSORGONO

La Provincia garantisce il proseguimento, senza interruzioni, dei servizi e delle attività di sportello svolte finora dal Circondario della Val di Cornia. Dopo l’abrogazione dei Circondari,  contenuta nel decreto legge sugli enti locali approvato di recente dal Parlamento, si è determinato lo scioglimento dell’organismo istituito dal Consiglio Provinciale, senza la previsione di una fase di transizione. La Regione Toscana ha, quindi, emanato un provvedimento con il quale si stabilsice che tutti i rapporti e i finanziamenti riferiti al Circondario provinciale tornino alla Provincia, ma le liste civiche di opposizione sollevano molte perplessità.
Per definire soluzioni tecniche che consentano la prosecuzione nell’immediato delle attività del Circondario, in particolare l’agricoltura, il lavoro e la formazione professionale il direttore generale della Provincia, Alessandro Giovannini, ha presieduto un incontro, a Piombino, con tutti i dipendenti dell’organismo. Alla riunione, in rappresentanza del presidente Kutufà assente per impegni istituzionali,  hanno partecipato gli assessori provinciali, Paolo Pacini per l’agricoltura e Ringo Anselmi per le politiche del lavoro, insieme ai dirigenti dei settori interessati.

Nell’incontro è stata ribadita la volontà dell’Amministrazione Provinciale di mantenere attivo il presidio sul territorio della Val di Cornia al fine di garantire il normale svolgimento delle attività in programma e l’apertura degli sportelli al pubblico. “Voglio esprimere un ringraziamento al personale del Circondario – ha sottolineato il direttore Giovannini – per l’estrema disponibilità e la fattiva collaborazione dimostrata, che ci consente di evitare disservizi e disagi all’utenza”.
Soddisfazione per l’esito dell’incontro è stata espressa anche dagli assessori Pacini e Anselmi.

“Il nostro obiettivo – ha detto Pacini – è quello di dare continuità all’esperienza passata, che vede nella Val di Cornia, con tante piccole imprese, il motore dell’economia agricola. Intendiamo, quindi, rispondere alle esigenze degli imprenditori garantendo e migliorando il livello dei servizi”.
Per quanto riguarda le politiche del lavoro e della formazione, la volontà della Provincia è quella di mantenere intatte le strutture sul territorio. “Sarà garantita la continuità del servizio attraverso l’attivazione di un coordinamento provinciale – ha aggiunto Anselmi –  che inserirà la struttura dell’ex Circondario nel processo di riassetto dei servizi del lavoro e della formazione, avviato in questi mesi per il miglioramento dei servizi al cittadino e alle imprese”.

Le liste civiche di opposizione in Val di Cornia, Forum San Vincenzo, Uniti per Suvereto, Comune dei Cittadini commentano la fine del circondario in questo modo:

«Con un decreto del 25 gennaio il governo ha deciso la soppressione dei Circondari che altro non sono che forme autonome di organizzazione delle Province. A prescindere dal giudizio sui Circondari, non si può non rilevare che un ministro leghista ha fatto approvare un decreto improntato al più duro centralismo. Nessuno – dalla Regione, alla Provincia, ai Comuni – pare abbia difeso davvero l’esperienza della Val di Cornia.  Forse il provvedimento ha ucciso un moribondo, ma una riflessione s’impone.

La Val di Cornia, dagli anni 70 in poi, ha sperimentato forme autonome di coordinamento che hanno dato vita alle più innovative esperienze di governo locale: i piani regolatori coordinati, il consorzio socio-sanitario, la gestione integrata degli acquedotti comunali, i parchi.

Il Circondario della Val di Cornia,  istituito dalla Provincia nel 1998, apparve ai Comuni come la forma per avvicinare al territorio competenze provinciali come l’agricoltura, il lavoro, la formazione professionale, e come lo strumento per consolidare il coordinamento locale dei decenni precedenti. Al Circondario i Comuni hanno progressivamente attribuito funzioni proprie, come la protezione civile, i concorsi, lo sportello unico per le imprese, l’urbanistica, la statistica, ecc..

In campagna elettorale il PD aveva annunciato il superamento del Circondario per approdare all’Unione dei Comuni.  Dunque, la soppressione dei Circondari provinciali non avrebbe dovuto cogliere di sorpresa i nostri Comuni.

In realtà nulla è stato fatto. Non solo: di fronte alla soppressione dei Circondari i Sindaci stanno  riportando nei Comuni anche le funzioni che associate, smantellando e mortificando così un lavoro che durava da decenni.

Di tutto ciò non si è mai parlato, almeno nei Consigli Comunali di Campiglia, San Vincenzo e Suvereto.  C’immaginiamo che i Comuni intendano ora istituire l’Unione dei Comuni, ma il danno prodotto dalla loro inerzia non sarà marginale, a partire dai disservizi che stanno arrecando a coloro che hanno bisogno di autorizzazioni e pareri che prima rilasciava il Circondario.

In realtà l’inerzia nasconde una caduta dell’interesse per la sovracomunalità e  per la gestione integrata dei servizi.  Il problema, dunque, non è solo istituzionale, ma squisitamente politico: serve un rilancio delle politiche di area dentro un progetto dei semplificazione e snellimento della pubblica amministrazione».

Liste
Forum San Vincenzo
Uniti per Suvereto
Comune dei Cittadini

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Scritto da il 14.4.2010. Registrato sotto cronaca, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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