GIOIA E BENEFICIENZA PER IL PROGETTO «SCUOLA GOMA»

L'arrivo a Porto Santo Stefano

L'arrivo a Porto Santo Stefano

Domenica 27 settembre scorso, si è tenuta la quinta crociera di beneficenza per il progetto «Scuola Goma» voluto e curato dall’associazione venturinese «Un bambino, un mondo». Tappe di questo anno le isole di Giannutri e del Giglio.


Un evento davvero importante a livello di partecipazione quello di questo anno, quando al ritrovo davanti alla Fiera mostra a Venturina, alle 8 del mattino, ben sette pullman provenienti da tutta la Diocesi erano pronti per raggiungere Porto Santo Stefano, punto di partenza per la crociera di questo anno.

Erano le ore 9.50 quando le due navi con a bordo i fedeli della nostra diocesi hanno lasciato il porto con destinazione Giannutri. Dopo l’attracco a Cala Maestra è iniziata la visita ai resti della villa Romana del II secolo d.C.. La villa edificata dalla famiglia dei Domizi Enobarbi, antica famiglia senatoria di importanti commercianti della quale faceva parte Gneo Domizio, marito di Agrippina, madre dell’imperatore Nerone.

Nel pomeriggio la gita si è trasferita nell’isola del Giglio con escursione a Giglio Porto, famosa per i molti negozietti e locali dedicati ai turisti. La partenza dal porto è avvenuta verso le 18.00, e il rientro nelle parrocchie di origine per l’ora di cena.

Questo é l’ottavo anno consecutivo che vengono raccolti fondi da destinare al progetto “Scuola Goma”.  I contributi raccolti vengono inviati in questa zona dell’Africa, dove il sacerdote don Herman,  che con l’associazione “Un bambino, un mondo” cura il progetto, è nato e vissuto, prima di approdare alla parrocchia del Sacro Cuore. Questo territorio dell’Africa sta cercando di uscire da un lungo periodo di guerre, e questo progetto si prefigge proprio lo scopo di sottrarre bambini alla guerriglia dando loro la possibilità di studiare e lavorare.

«Scuola Goma» ha, inoltre, dato impulso ai contadini produttori del caffè per l’unificazione delle diverse cooperative contadine del posto. È nata così l’Urepcat (Union des Repgroupement Paysans producteurs du Café et Thé du Kivu).

Le classi della scuola, alla quale lo scorso anno erano iscritti 483 studenti di cui 135 ragazze, ha dovuto subire l’occupazione, per tre mesi nell’autunno del 2008, da parte dei militari dei due gruppi in conflitto, a secondo di quale gruppo conquistava l’area. Per questo le porte dell’istituto sono state distrutte, e tutto il materiale rubato. E’ soltanto da dicembre 2008 che c’è la pace nell’area, con la conseguente ricostruzione delle strutture distrutte e danneggiate, e dell’equipaggiamento scolastico rubato per cui molto utile sarà il contributo raccolto nella nostra Diocesi.

Il nostro Vescovo nel salutare i turisti  ha ricordato che i nostri fedeli oggi si imbarcano due volte:  «Su una motonave per una giornata diversa dalle altre, per la quale auguro un buon successo, un mare tranquillo e il vento in poppa; l’altro imbarco è per una avventura di solidarietà dove i piccoli sono protagonisti».

«Contribuire al mantenimento di una scuola in una zona tra le più martoriate del mondo dalla guerra e dall’odio – continua il nostro Vescovo – significa davvero lavorare per la pace. Aiutare dei ragazzi a frequentare la scuola è un modo diretto e concreto per impedire che siano bambini-soldato o ragazzi di strada, e sostenerli nell’essere cittadini del mondo aprendo vie utili per il futuro, per un domani colmo di speranza».

Per l’anno che sta per iniziare gli iscritti sono 616 dei quali 164 ragazze.Gli insegnanti sono 31 con  2 amministrativi e 4 dipendenti. Le classi sono 19 e due nuove sono in costruzione. Lo scorso anno la scuola ha finito l’anno con un debito di 1625 $ per il decimo mese dell’anno 2008-2009. Buona parte della retta è pagata dai genitori, e quindi sono sempre più indispensabili gli aiuti provenienti dall’Italia.


Giuseppe Trinchini

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Scritto da il 8.10.2009. Registrato sotto Foto, sociale, ultime_notizie. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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