DEDICARE IL GIORNO DELLA MEMORIA ALLA SOFFERENZA DEL POPOLO PALESTINESE

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.



Il testo dell’articolo 1 della legge così definisce le finalità del Giorno della Memoria: « La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»

Quello che sta accadendo in queste ore a Gaza non può lasciarci indifferenti. Sembra di essere impotenti a fare alcunché, ma non possiamo restare in silenzio di fronte a migliaia di innocenti morti e al lancio di bombe al fosforo sulla popolazione civile. Un silenzio che verrebbe interpretato dai poteri dominanti come accettazione di una situazione inaccettabile, qual è quella della guerra che uccide e caccia via una popolazione dal proprio territorio, trasformando un gran numero di persone in vittime, profughi o rifugiati. Ormai si contano un migliaio di morti, di cui buona parte civili, donne, e soprattutto bambini. È un genocidio a cui gran parte del mondo assiste con una indifferenza che è dovere di ogni coscienza democratica infrangere e denunciare.

Per questo il Corriere Etrusco lancia una proposto alle istituzioni: dedicare la prossima edizione del “Giorno della memoria” (27 gennaio) al dramma del popolo palestinese e al ricordo delle complesse vicende che questo territorio ha conosciuto nell’ultimo secolo, i massacri e le persecuzioni che hanno costretto milioni di persone alla diaspora.

Senza sminuire il significato della Shoah e di Auschwictz, oggi è necessario ricordare anche tutto questo. Per comprendere davvero la vicenda Israelo-Palestinese, una vera memoria deve ripartire almeno dal 1897, data del primo congresso sionista in cui fu deciso di creare una sede ebraica in Palestina. Con un unico obbiettivo: la memoria, perché senza la verità storica non ci sarà mai la pace in quei territori.

«Secondo me è una proposta sensata, che allarga giustamente il significato della giornata della memoria – spiega lo storico Rossano Pazzagli. L’attuale conflitto israelo-palestinese scaturisce da 60 anni ed oltre di storia dolorosa per due popoli. Di fronte a questo non abbiamo altra scelta che mobilitarci e conoscere: mobilitarci per il diritto di ogni popolo alla propria terra e alla propria libertà; conoscere le ragioni storiche di questa complessa vicenda da ben prima del 1948 fino ad oggi. Come sempre, mobilitazione e conoscenza producono coscienza, la consapevolezza di una realtà attuale che si aggiunge alla realtà storica della sofferenza ebraica, e che per questo rende la contraddizione ancora più aberrante.»

Come giornale ci permettiamo quindi di lanciare questa proposta alle forze politiche e agli enti locali della Val di Cornia, sperando che anche la Provincia di Livorno e la Regione Toscana comprendano il valore della memoria delle vicende palestinesi, in questo momento tanto più necessaria per fermare la guerra e il massacro della popolazione di Gaza.

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P.S. Sarebbe interessante, proprio nell’ottica “della memoria” dedicare questa commemorazione ogni anno alle sofferenze di una popolazione civile diversa (Armeni, Congolesi, ecc, ecc).

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Scritto da il 14.1.2009. Registrato sotto cultura. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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