PIOMBINO: CASSA INTEGRAZIONE IN LUCCHINI DAL 20 OTTOBRE

Dopo 17 anni, proprio per le feste natalizie torna, sull’onda lungfa della crisi internazionale la cassa integrazione negli stabilimenti piombinesi; si parte con la Lucchini che dal 20 ottobre al 12 gennaio farà 13 settimane di cassa integrazione per circa 500 operai, ma se la situazione dei mercati si dovesse aggravare ulteriormente, a questi potrebbero aggiungersene altri 1000 per lo stop di 10 giorni dell’altoforno proprio sotto natale.

Presenti all’incontro del coordinamento RSU Lucchini i sindacalisti Fausto Fagioli (Fim-Cisl), Fabrizio Toninelli (Uilm), Sergio Cardellini (Coord. Fim), Mirco Lami (Coord. Fiom), Roberto Franceschetti (Coord. Uilm), Germano Pasquinelli (Segr. Fim) e Luciano Gabrielli (Segr. Prov. Fiom).

«Negli incontri dei giorni passati tra RSU e Direzione Aziendale – hanno commentato in conferenza stampa – sono stati esaminati molti aspetti di più e meno lungo periodo di CIGO (cassa integrazione guadagni ordinaria ndr.). Chiaramente se il periodo di crisi dovesse permanere, tra le varie ipotesi di lavoro è stata presa in considerazione anche l’eventualità (quindi non ancora certa) di una fermata dell’Afo (probabilmente nel periodo natalizio)».

Le Segreterie di Fim/Fiom/Uilm e i Coordinatori a nome di tutta la RSU, hanno siglato un accordo con l’Azienda che prevede:
• un periodo di CIGO a partire dal 20 ottobre per due settimane che coinvolge 500 lavoratori, non escludendo un incremento di ulteriori lavoratori in caso di aggravio della crisi di mercato, nei mesi successivi;
• nella speranza di una crisi medio-breve, la salvaguardia di tutti i tipi di contratto di lavoro;
• la ricerca di soluzioni che consentano di attenuare l’effetto economico negativo determinato dalla rotazione della CIGO.

I sindacati infatti chiedono all’azienda principalmente tre cose: la conferma degli investimenti previsti (seppur con gli ovvi slittamenti dovuti alla momentanea crisi), la conferma del lavoro a termine e degli apprendisti (170 apprendisti e 35 interinali), e per concludere un sostegno al redito da parte dell’azienda per non scaricare completamente sui lavoratori questa crisi.

I Coordinatori RSU si sono impegnati ad informare il più possibile in tempi reali i lavoratori, attraverso la struttura dei delegati (RSU) o con comunicati nelle portinerie, dell’andamento della crisi. «Siamo coscienti delle preoccupazioni che attanagliano i lavoratori, proprio per questo motivo riteniamo opportuno che le maestranze apprendano le notizie dalla RSU e non da annunci che giornalmente circolano all’interno della fabbrica».


LAVORO E CRISI ECONOMICA, CONSIGLIO COMUNALE APERTO CON L’ASSESSORE SIMONCINI

Istituzioni, imprese e lavoratori insieme per rispondere alla crisi che ha colpito anche il tessuto produttivo locale. Martedì 4 novembre alle ore 9,30 nella sala consiliare del palazzo comunale è convocato un consiglio comunale in forma aperta, per discutere e approfondire le problematiche della crisi economica e industriale.
Sarà presente l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini. Invitati inoltre i rappresentanti delle maggiori aziende che operano sul territorio, le organizzazioni sindacali, le associazioni delle categorie produttive.

“In questa fase di difficoltà per molte famiglie – dice il sindaco di Piombino Anselmi – abbiamo messo in campo questa iniziativa per analizzare e approfondire la situazione dal punto di vista produttivo e sindacale, in relazione al quadro nazionale e internazionale. Alla crisi, che appare sempre più come una crisi di sistema, dobbiamo rispondere nel migliore dei modi. Servono risorse pubbliche, ed è importante che le aziende, in primo luogo la Lucchini, confermino gli investimenti annunciati come risposta forte a questa situazione di grave difficoltà.

“Un atteggiamento liquidatorio nei confronti del tessuto industriale sarebbe estremamente pernicioso – continua il sindaco – Semmai dobbiamo essere consapevoli del fatto che non può esserci futuro di crescita senza industria e che la vicenda Piombino, per il rilievo economico e produttivo che riveste e per le questioni occupazionali connesse, deve essere assunta necessariamente come questione nazionale. ”

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Scritto da il 24.10.2008. Registrato sotto Economia. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
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