VAL DI CORNIA: «LA CASTA» VUOL AZZITTIRE I COMITATI?

Riportiamo integralmente un comunicato del Forum della Democrazia che si chiede come sia possibile che
atti pubblici come i piani di coltivazione delle cave di Campiglia siano “nascosti” ai cittadini, ponendo come motivazione la privacy, e come per montare un gazebo in piazza richieda una richiesta da fare trenta giorni prima di concedere l’autorizzazione.

«Un velo opaco sta rendendo sempre meno trasparente la politica in Val di Cornia. A Campiglia il Comune con la scusa della privacy vieta l’accesso ad atti pubblici rilevanti per il territorio, come i piani di coltivazione delle cave. A Piombino il Comune non rilascia l’autorizzazione per l’installazione in Corso Italia di un gazebo, richiesta per informare i cittadini sull’operazione dei fanghi di Bagnoli.
La cave e i fanghi di Bagnoli sono due vicende emblematiche di una deriva politica ormai evidente.

Non solo sue due questioni che insidiano l’ambiente e lo sviluppo sostenibile della Val di Cornia, ma in esse si riflette anche la crisi della democrazia, l’insofferenza per la critica e la volontà di difendere scelte ineluttabili, fondate su interessi politici ed economici particolari, anziché sulle esigenze collettive del territorio.

Siamo sinceramente preoccupati perché questo non era mai avvenuto in passato; Piombino e la Val di Cornia erano improntate ad una tradizione di buongoverno e i casi di opacità venivano individuati e superati. Non vorremmo che questo nascondesse anche una crescente degenerazione del ceto politico, sempre più afflitto da connotati oligarchici o di casta, per usare un’espressione ormai comunemente in uso per identificare la classe dirigente del paese.

Il Comitato di cittadini per Campiglia aveva richiesto ai sensi della legge di avere copia delle concessioni della Cava di Montecalvi: una lettera del Comune si rifiuta di concederli, chiede spiegazioni e afferma testualmente che non è ammissibile un controllo dei cittadini sull’operato dell’amministrazione. Il Comitato No Fanghi aveva chiesto l’autorizzazione ad installare un punto informativo sull’iter dei ricorsi contro il progetto di portare qui i rifiuti speciali di Bagnoli e per pubblicizzare un’assemblea pubblica prevista per il 15 gennaio con esponenti delle associazioni, che anche a Napoli si oppongono a questa sciagurata operazione, irrazionale sul piano ambientale e sperpero di denaro pubblico; il Comune ha risposto che a causa di modifiche regolamentari ci vorranno trenta giorni prima di concedere l’autorizzazione. Ma sappiamo che ciò non è vero e che ci sono state precise indicazioni politiche per non concedere l’autorizzazione.

Tutto questo non è accettabile e denota la volontà di scoraggiare ogni forma di partecipazione democratica, un uso distorto delle regole a fini politici. Ragione avrebbe voluto che proprio perché su tali materie è aperto un conflitto con la cittadinanza, le amministrazioni aprissero con sollecitudine le carte e gli uffici, dimostrando così di non avere nulla da nascondere. La trasparenza e la partecipazione sono condizioni essenziali della democrazia».


Forum della democrazia

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Scritto da il 14.2.2008. Registrato sotto politica. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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