FANGHI: IMPORTANTI APPELLI PER IL ”SI” AL REFERENDUM

L’Italia osserva Piombino in attesa del consiglio comunale di martedì che sancirà o meno la possibilità di effettuare il referendum sul trasporto dei fanghi da Bagnoli a Piombino.

Abbiamo raccolto e pubblicato in modo integrale tutti gli appelli, gli articoli di cronaca nazionale e i comunicati locali che ci sono stati inviati, in modo da dare una lettura a 360 gradi dell’argomento.

APPELLO A FAVORE DEL REFERENDUM CONSULTIVO A PIOMBINO

Una bozza di accordo di programma tra il Comune di Piombino, il Comune di Napoli, le rispettive Autorità portuali e il Ministero dell’Ambiente prevede il trasporto dalla Campania alla Toscana di oltre due milioni di metri cubi di scorie e fanghi dell’area ex siderurgica di Bagnoli, rifiuti speciali che verrebbero selezionati, messi in vasche di colmata al porto di Piombino e in parte stoccati per essere trattati. Il progetto prevede anche la costruzione di alcuni impianti per il trattamento dei rifiuti contaminati e, seguendo una logica di scambio, alcuni interventi infrastrutturali attesi da anni nel territorio della Val di Cornia: l’ampliamento del porto e la costruzione di un tratta di strada per arrivarci.

Il progetto, reso noto nel luglio scorso, ha suscitato a Piombino e nell’intera Val di Cornia, fino all’isola d’Elba e alla Maremma una forte preoccupazione, accentuata dall’enfasi politica e dalla fretta manifestata dai fautori dell’operazione, che l’hanno inizialmente presentata come una grande opportunità, anziché procedere ad una informazione chiara e completa verso la cittadinanza.

Così in agosto è sorto il Comitato comprensoriale di cittadini contro i fanghi di Bagnoli, con lo scopo di aumentare la partecipazione e l’informazione; una petizione popolare contro l’arrivo dei fanghi di Bagnoli ha raccolto quasi 5000 firme in soli dieci giorni intorno a ferragosto, mentre ai primi di settembre è stato richiesto all’Amministrazione comunale di Piombino lo svolgimento di un referendum consultivo ai sensi dello statuto comunale prima che il Sindaco proceda alla firma dell’accordo di programma.

Ora una commissione nominata dal Comune ha bocciato il quesito referendario. Sembra incredibile: un’amministrazione comunale di centrosinistra che rifiuta la consultazione popolare su una materia di estrema importanza per il territorio e sulla quale si è sviluppata una forte mobilitazione che dura ormai da mesi. Il Consiglio comunale potrebbe ribaltare la decisione e ripristinare così una situazione di normalità democratica e di partecipazione, ma secondo lo statuto serve la maggioranza dei due terzi, e il nascente partito democratico ha già fatto sapere che si atterrà al parere tecnico della commissione, secondo la quale i cittadini non possono pronunciarsi perché la materia non sarebbe di eclusivo interesse locale.

Senza entrare nel merito della questione, che privilegerebbe il costoso e rischioso trasporto dei rifiuti su lunghe distanze anziché il più conveniente riutilizzo in situ (peraltro utile all’ampliamento del porto di Napoli), a noi sembra evidente che gli effetti del paventato arrivo dei rifiuti industriali di Bagnoli sarebbero di forte impatto locale. E comunque ci preme evidenziare come nelle moderne democrazie il ruolo della partecipazione e delle realtà locali, anche su scelte di carattere più generale, debba essere riconosciuto e tutelato.

Auspichiamo quindi che i singoli Consiglieri e l’intero Consiglio comunale di Piombino tengano in alta considerazione il valore democratico della partecipazione popolare di fronte a scelte di così grande rilievo e il diritto dei territori di decidere il loro destino. Invitiamo pertanto ciascun Consigliere e l’intero Consiglio comunale a voler ammettere il referendum consultivo, affinché i cittadini possano liberamente esprimersi sull’operazione di trasferimento in Toscana dei cosiddetti fanghi di Bagnoli.

Piombino, novembre 2007


Firmatari:

Alberto Magnaghi, professore ordinario di Pianificazione territoriale (Università di Firenze); presidente della Rete del Nuovo Municipio
Francesco ‘Pancho’ Pardi, professore associato di Analisi Urbanistica (Università di Firenze); portavoce di Liberacittadinanza
Leonardo Rombai, professore ordinario di Geografia (Università di Firenze)
Marco Della Pina – professore associato di Demografia storica (Università di Pisa); resp. regionale territorio e ambiente PRC
Paolo Favilli – professore di Storia contemporanea, Direttore del Dipartimento di scienze storico-geografiche (Università di Genova)
Anna Marson – professore associato di Pianificazione e tecnica urbanistica (Università IUAV Venezia)
Salvatore Allocca – Senatore
Rossano Pazzagli – professore associato di Storia moderna (Università del Molise)
Patrizia Zagnoli – professore ordinario di Economia delle imprese (Università di Firenze)
Monica Sgherri – capogruppo PRC (Consiglio regionale Toscana)
Massimo Serafini – direttore della rivista “Aprile”
Mercedes Frias – deputata
Massimo Cavrini – ingegnere (Consorzio Cooperative Costruzioni – Bologna)
Mario Ricci – Deputato
Ciro Pesacane – Coordinatore nazionale Forum Ambientalista, Napoli
Enrico Falqui – professore associato di Analisi e valutazione ambientale (Università di Firenze)


CROCIERA CONTAMINATA SUL TIRRENO (di Milena Gabanelli – Giornalista)
Tratto da “Io Donna” del 24 novembre 2007 (Inserto di Repubblica)

Bagnoli è oggi sinonimo di scempio di un territorio bellissimo. L’inquinamento ha preso il sopravvento. Ma un progetto è pronto a fare piazza pulita. E molti soldi.

Quando sentiamo parlare di Bagnoli il pensiero va dritto all’industria siderurgica, all’inquinamento e allo scempio di un territorio bellissimo. Certo l’Italsider in passato ha creato posti di lavoro, ma da un bel pò di anni non più, e da un bel pò di anni si parla di riqualificazione della zona e di sviluppo turistico. In 10 anni se ne sono andati 700 miliardi di lire senza che nulla sia cambiato.

Il rapporto del 2005 sulle analisi dei campioni nella zona antistante il sito inquinato parla chiaro: gli arenili c í fondali presentano elevata contaminazione da idrocarburi policiclici aromatici. Ciò significa che, senza la rimozione della colmata, il mare di Bagnoli non sarà mai più balneabile. La società Bagnoli Futura prevede di trasferirla in vasche di contenimento per l’ampliamento del porto. Lì dentro dovrebbero finire anche i fanghi che derivano dal dragaggio dell’area di mare inquinata. Si cercano anche altri siti per le eccedenze, ma nessuno vuole a casa sua fanghi inquinati. Le cose stagnano, nonostante le autorizzazioni ministeriali. A gennaio 2007 spunta un nuovo progetto che coinvolge Sviluppo Italia e l’autorità Portuale di Piombino.

QUELLE VASCHE DI CONTENIMENTO CHE A NAPOLI SONO COSÌ LENTI A COSTRUIRE, a Piombino si farebbero prima. Sono d’accordo tutti: il ministro per l’Ambiente, il presidente della Regione Campania, il sindaco di Napoli e l’Autorità portuale. Napoli e Piombino otterranno l’allargamento dei rispettivi porti, il ministro Pecoraro Scanio vanterà un bel successo politico (chissà che non diventi, un giorno, sindaco di Napoli), Bagnoli Futura gestirà l’assegnazione delle opere civili di recupero del territorio, gli armatori guadagneranno con íl trasporto via mare di tutto quel materiale altamente inquinato e gli speculatori già si stanno disputando l’acquisto dei terreni a monte delle nuove aree portuali. Costo dell’operazione: 654 milioni di curo. Due milioni di metri cubi di rifiuti contaminati andranno a spasso per il Tirreno, visto che la decontaminazione e inertizzazione avverrà solo alla fine del viaggio. Si è scelto, a spese del contribuente, e per ragioni politiche, l’operazione più costosa.

Lo scambio è stato “rifiuti in cambio di una strada”, peraltro già prevista da tempo nel pacchetto dell’autostrada Tirrenica. Gli abitanti di Piombino invece si ritroveranno il litorale degradato e ancora nessuna soluzione per quel milione di metri cubi di fanghi che ogni anno vengono prodotti in casa loro.


IL CONGRESSO DI LEGAMBIENTE TOSCANA

Riunitosi a Empoli nei giorni 24-25 novembre 2007-11-2007

Preso atto della confermata volontà, pure con le annunciate modifiche, di dar luogo all’accordo di programma per trasferire i rifiuti di Bagnoli a Piombino, ribadisce la propria contrarietà, basata sulle seguenti considerazioni:

1) la produzione storica ed annuale di rifiuti o materiali esitati dalle attività produttive della zona sono ampliamente esuberanti qualsiasi necessità di reimpiego in qualsiasi opera pubblica;

2) le risorse economiche disponibili per le bonifiche dei vari SIN (Siti di interesse nazionale) sono assolutamente insufficienti a coprirne le necessità;

3) l’impiego di decine di milioni di euro da destinare al trasporto dei rifiuti, laddove ne esistono in esubero, si caratterizza non solo come un errato utilizzo di risorse economiche, ma anche, di conseguenza, come sottrazione delle stesse alle necessarie opere di bonifica del sito di Bagnoli, come di quello piombinese.


SOCIALISTI: IL CONSIGLIO DICA SÌ AL REFERENDUM

Si deve lasciar fare il referendum sui fanghi e sarebbe un grave errore politico negarne lo svolgimento. Perché si tratta di una operazione di grande portata non presente nei programmi al momento delle elezioni.

Perché il referendum è ammissibile, trattandosi di una operazione che deriva certo da un accordo che coinvolge anche livelli nazionali, ma che è di pertinenza locale poiché in ultima istanza è il Comune a decidere se farla o meno, firmando o no quell’accordo. Perché sulla sua stessa ammissibilità il Comune si è diviso in commissione tecnica, col capo settore dei servizi elettorali del Comune che ha votato insieme al rappresentante del comitato No Fanghi. Perché dopo una gestione delle peggiori da parte dei vari livelli istituzionali coinvolti, Regione esclusa che ha fatto invece chiarezza su molti punti e riportato l’attenzione sulle bonifiche delle nostre aree, è necessario non dare adito al benché minimo dubbio di decisioni forzate ed imposte negando una consultazione popolare.

A maggior ragione in questo rinnovato clima di partecipazione che anche le primarie del partito democratico o il referendum sul welfare hanno dimostrato Il Consiglio Comunale può quindi al limite solo rimandare il suo sì al referendum verificando la compatibilità del quesito referendario col nuovo accordo che si prefigura una volta ufficializzato e se tale compatibilità non c’è promuovere lui stesso il referendum con un nuovo quesito. Diciamo questo convinti che se il nuovo accordo sarà quello prefigurato, con risolti tutti quei problemi di finanziamento della prima fase e di tempistica rispetto alle varianti urbanistiche da fare su cui avevamo espresso più di un dubbio, noi lo sosterremo con forza e la città crediamo non potrà che esprimersi positivamente.

Coordinamento Insieme per lo Sviluppo – Partito Socialista – Piombino


“CHE COSA BOLLE IN PENTOLA IN MERITO ALLA VICENDA FANGHI ?”

Che cosa bolle in pentola si staranno domandando i cittadini di Piombino in merito alla vicenda “Fanghi di Bagnoli”?

Dopo le dichiarazioni congiunte del Sindaco Gianni Anselmi e dell’Assessore Regionale alla tutela ambientale Anna Rita Bramerini del mese scorso, che di fatto archiviavano l’accordo di programma del 31 luglio sul trasferimento dei fanghi della colmata di Bagnoli ed anticipavano delle soluzioni diverse con un impatto ambientale minore sul territorio, non si è saputo più nulla.
E’ passato più di un mese nel silenzio più assoluto, come se nulla fosse successo e come se nulla dovesse accadere.

Gli stessi Consiglieri comunali che dovranno esprimersi nel prossimo consiglio sull’ammissibilità del quesito referendario presentato dal “Comitato No Fanghi”, sono tenuti all’oscuro sugli sviluppi di questa vicenda.

E’ evidente che il Sindaco e la maggioranza che lo sostiene siano in difficoltà, di fatto si sono impegnati su un progetto che così come era stato presentato non era realizzabile, sono stati smentiti anche se in modo garbato e politicamente corretto dalla stessa Regione Toscana.

Di fronte a questo insuccesso palese dell’Amministrazione piombinese, che oltretutto non è stata impeccabile nel confronto politico su un tema così importante per il futuro del nostro territorio, avremmo ritenuto opportuno che ci dovesse essere un cambiamento di rotta nei rapporti istituzionali con le forze politiche.

Invece niente di tutto questo, silenzio assoluto senza far trapelare nessuna informazione, tutto verrà deciso nelle segrete stanze e poi sarà servito su un piatto d’argento come da copione, prendere o lasciare, con la pretesa che prendere significherà il bene di Piombino e lasciare un errore.
Questa è una logica che non ci piace; è vero che il Sindaco ed i partiti che lo sostengono hanno legittimamente la maggioranza dei voti in Consiglio comunale e possono permettersi di fare il bello ed il cattivo tempo, ma tutte le componenti politiche che rappresentano i cittadini (anche quelle di minoranza) hanno pari dignità in una democrazia evoluta.

Ci chiediamo dove siano i tanto sbandierati principi di trasparenza e democrazia del neo-costituito Partito Democratico; l’impressione è che vengano utilizzati gli stessi metodi del passato. Lanciamo un appello per un radicale cambiamento, ci rendiamo disponibili ad aprire una nuova fase di dialogo con la maggioranza in particolar modo su temi così importanti per la nostra città.
Pur non essendo inclini a fare ricorso allo strumento referendario, però dopo i gravi errori di comunicazione e di metodo commessi dal Sindaco, che hanno generato forti perplessità nell’opinione pubblica, riteniamo che sarebbe un’opportunità politica per l’amministrazione concedere ai cittadini il diritto di esprimersi sui “Fanghi di Bagnoli”.

Potrebbe essere il modo per poter riacquistare quel minimo di credibilità, che l’Amministrazione non ha saputo o voluto mettere in campo nella tanto sciagurata gestione di tutta la vicenda dei fanghi di Bagnoli di fronte alla cittadinanza ed ai più alti livelli istituzionali.

Il Segretario UDC PIOMBINO Luigi Coppola

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Scritto da il 26.11.2007. Registrato sotto ambiente/territorio. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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