L’OSTELLO NON CHIUDERÀ, IMPEGNO DI COMUNE E PARCHI

Si è svolto mercoledì 26 settembre nella sede comunale di Campiglia Marittima l’incontro tra l’assessore all’urbanistica di Campiglia Rossana Soffritti, il presidente della Società dei Parchi Luca Sbrilli e Franco Lodini, gestore dell’ostello di palazzo Gowett.


La riunione si è tenuta in un clima di dialogo sereno in cui Lodini si è espresso favorevolmente per il rapporto di collaborazione e di stima che si è sempre mantenuto in questi anni con la Società dei Parchi. D’altra parte Lodini ha evidenziato le criticità nella gestione dell’ostello che sono emerse nel tempo per la particolarità della struttura ricettiva, sia per il luogo in cui opera, sia per alcuni lavori di manutenzione e di adeguamento che negli anni si sono resi necessari e dei quali il gestore si è fatto carico. L’incontro è stato quindi l’occasione di confronto su tre anni di vita dell’ostello alla luce dei dati relativi alle tipologie dei flussi, agli aspetti economici e gestionali.

Niente chiusura dunque per l’ostello di palazzo Gowett, mentre il Comune di Campiglia e la Parchi Spa si impegnano a cercare le soluzioni che possano far proseguire al meglio una esperienza di pregio qual è quella della storia di palazzo Gowett e della utilizzazione come ostello del parco archeominerario di San Silvestro. L’assessore Soffritti ha illustrato i provvedimenti già intrapresi dal Comune in accordo con la Parchi nella definizione e realizzazione del progetto di messa in sicurezza del parco rispetto all’attività estrattiva ed ha ribadito la volontà dell’Amministrazione di proseguire il cammino che la vede impegnata per migliorare la convivenza tra parco e cava.


Legambiente inoltre ha inviato una nuova dichiarazione sulle recenti dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Velo e del presidente Sbrilli sulla cronaca locale.

«Un ostello di 100 posti letto –commenta il rappresentante di Legambiente Adriano Bruschi – e un centro di documentazione, recuperati con milioni di euro pubblici, oggi in gravi difficoltà e a rischio di chiusura; un pezzo di parco chiuso al pubblico e incidenti gravissimi nel 2006; una strada di cava che, per ammissione dello stesso Comune, a distanza di una anno deve ancora essere messa completamente in sicurezza sia per i lavoratori che per i visitatori del parco; polveri che imbiancano i boschi del parco e la zona di Botramarmi. E tante altre cose ancora. E il Sindaco di Campiglia si chiede dove stanno le scelte che pregiudicano l’esistenza del parco? Non lo chieda a noi!

Vada a vedere – continua il rappresentante di Legambiente – nelle sue decisioni e in quelle di chi l’ha preceduta per trovare le ragioni di quanto accade oggi. Noi gli suggeriamo d’indagare nel piano regolatore, nei piani di coltivazioni approvati e prorogati fino al 2018, nella completa liberalizzazione della vendita del calcare che ha innescato un processo di sfruttamento intensivo della cava; in un passaggio di proprietà della cava avvenuto con la “benedizione” del Comune. E forse anche nella concessione di “anticipata coltivazione” del 2006 che ha consentito alla cava di lavorare nelle zone più vicine al parco: quelle che avrebbero dovuto essere coltivate per ultime, magari dopo adeguati ripristini ambientali di quelle esaurite.

Noi non abbiamo elementi per giudicare se tutto avviene nel pieno rispetto dei piani e delle norme ambientali e di sicurezza. Per questo esistono enti e un collegio di controllo del Comune. Quello che constatiamo è che – continua Bruschi – se tutto avviene nel rispetto della legalità, il Comune ha autorizzato una cava che produce effetti negativi sul parco e sull’ambiente. Non è mai stata nostra intenzione chiedere la cessazione della cava di Monte Calvi, ma non è neppure ammissibile che siano il parco e i suoi servizi a chiudere. Il Sindaco aveva promesso la rapida riapertura delle zone archeologiche chiuse nel 2006; l’ostello e il centro di documentazione sono da anni al centro dell’attenzione per le loro difficoltà dovute a polveri e rumori. E’ stato fatto qualcosa? I fatti dicono di no. Prendiamo atto con favore della volontà ribadita dal Sindaco Velo di non voler concedere alcuna proroga della concessione oltre il 2018. La invitiamo però, nell’interesse pubblico, ad attivarsi per contenere gli impatti negativi delle polveri, dei rumori, delle esplosioni e per far riaprire il parco chiuso.

Attestarsi sulla constatazione della difficile convivenza non basta. Servono atti ed iniziative concrete. Il Sindaco non è un notaio, ma bensì l’autorità di governo locale, e il presidente del parco non è un mediatore ma il soggetto preposto alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio che gestisce».

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Scritto da il 27.9.2007. Registrato sotto Economia. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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