FANGHI: LE RAGIONI DEL «SI» E LE RAGIONI DEL «NO»

Riportiamo due documenti, il primo tratto da un comunicato congiunto dei segretari di tutte le sezioni dei DS e della Margherita piombinesi (ma che riassume a grandi linee anche le posizioni dei sindaci e degli altri sostenitori dell’operazione), l’altro dall’atto di costituzione del comitato “No Fanghi” dove si vedono invece i motivi per i quali l’operazione, allo stato attuale, non convince ancora. Come al solito sarà il lettore a giudicare…

5 Buone ragioni per sostenere l’accordo Bagnoli-Piombino

IL PORTO AL CENTRO DELLO SVILUPPO, ALLONTAMENTO DELLE PRODUZIONI PESANTI DALLA CITTA’
Il porto di Piombino ha la voglia e la necessità di ampliarsi. Piombino oggi ha la concreta opportunità di potersi misurare con realtà portuali a noi vicine, vedi Livorno e Civitavecchia, in termini di sviluppo di traffici commerciali, e di proporsi come vera porta su tutto il Mediteranneo e sul mondo. In poco più di 10 anni avremmo un porto con una ricettività di navi fino a 4 volte superiore all’attuale e aree di movimentazione e stoccaggi merci fino a 10 volte maggiori. Naturalmente arriveranno a Piombino 60 milioni di euro, quelle risorse che non abbiamo mai avuto, per fare finalmente quel pezzo di 398 che manca fino al Porto di Piombino.

REALE ALTERNATIVA DI LAVORO PER I GIOVANI DI OGGI E CHI LO SARA’
Finanziamenti per più di 200 milioni di Euro ( 400 miliardi delle vecchie lire) sono una risorsa senza precedenti per tutta la Val di Cornia. Una risorsa che genererà posti di lavoro da subito, un conseguente rilancio della TAP, e con un porto ampliato, vere alternative di lavoro per in nostri figli che oggi frequentano la 5 elementare. Vogliamo che questo territorio non sia solo siderurgia? Allora dobbiamo contrastare chi sostiene solo e soltanto la logica del no a qualunque cosa.

GARANZIE AMBIENTALI E DI FUTURA QUALITA’ DELLA VITA
Oltre alla bonifica del nostro sito inquinato, sarà possibili la realizzazione in tempi brevi della MISE (messa in sicurezza d’emergenza) delle aree inquinate. Sarà possibile e reale una bonifica delle aree adiacenti al porto. Un monitoraggio serio e costante al fine di tutelare l’ambiente marino locale e quindi della costa di tutta la Val di Cornia.

SVILUPPO SOSTENIBILE
Le nostre vasche di colmata sono concepite e realizzate per accogliere al loro interno materiali derivanti dalle attività di dragaggio e di bonifica, se non pericolosi all’origine, e per questo che potranno successivamente essere utilizzate come piazzali operativi e banchine portuali. L’utilizzo dei sedimenti come materiali alternativi per il riempimento delle aree destinate ad uso portuale, rispetto a quelli derivanti esclusivamente dall’estrazione delle cave, eviterebbe un sicuro impatto ambientale. Tenendo conto che allo stato attuale le scorie presenti nelle famose discariche abusive della Lucchini non sono compatibili.

PER PIOMBINO E PER L’ITALIA
Piombino è al centro di una operazione per l’Italia. Una grande scelta di bonifica di siti industriali ed ex industriali, Bagnoli e Piombino, che apre con decisione una stagione di interventi per migliorare la qualità e l’ambiente di quelle città che per molti anni hanno ospitato e ospitano siti siderurgici. Una prova dell’ affidabilità dei nostri amministratori rispetto ad operazioni complesse e importanti che riguardano il nostro paese.


Vediamo adesso le ragioni di chi dice “no” all’accordo Bagnoli-Piombino

1) Il comitato esprime preoccupazione per le possibili conseguenze ambientali, economiche e nel settore turistico del trasferimento a Piombino dei rifiuti speciali di Bagnoli, così come prospettato nella bozza di accordo di programma quadro e nel relativo allegato tecnico, rifiutando la logica della importazione dei rifiuti con enorme dispendio di risorse pubbliche;

2) Il comitato respinge ogni introduzione di rifiuti tossici e nocivi, anche sotto forma di risultato dei processi di trattamento dei materiali contaminati provenienti da Bagnoli, per i quali non esiste a Piombino la possibilità del loro smaltimento;

Il comitato stigmatizza il modo attraverso cui si è arrivati alla proposta di trasferimento a Piombino della cosiddetta colmata di Bagnoli, l’incertezza e il ritardo con cui le informazioni sono state diffuse o presentate e ancor più la fretta con la quale si vorrebbe chiudere la questione;

3) Il comitato pur riconoscendo la necessità dello sviluppo infrastrutturale del territorio, in particolare della realizzazione della strada 398 fino al porto (peraltro già programmata da molti anni, ma ancora priva di un progetto definitivo), rifiuta la logica dello scambio e non crede nella convenienza dell’operazione, solo in parte coperta da risorse finanziarie certe e basata sull’assenza di progetti e impianti adatti al trattamento ed allo smaltimento dei materiali della cosiddetta colmata di Bagnoli;

4) Il comitato ritiene che prima di qualsiasi progetto esterno, si dovrebbe affrontare e risolvere il problema dei rifiuti industriali prodotti dallo stabilimento siderurgico di Piombino e chiarire definitivamente il ruolo della TAP, creata appositamente per questo scopo, coerentemente con il principio che chi inquina deve pagare e con la regola irrinunciabile che i rifiuti vadano trattai e smaltiti laddove si producono;

5) Il comitato chiede di aprire una fase di discussione e di progettazione per risolvere i problemi ambientali del nostro territorio, come la rimozione delle enormi quantità di rifiuti accumulati, le bonifiche del territorio industriale, lo spostamento degli impianti inquinanti (Siderco, cokeria, carbonili, ecc.), verificando quali sono gli spazi, le quantità e i possibili finanziamenti reali. Su questo chiede il confronto con le amministrazioni pubbliche e l’impegno delle forze politiche e sociali del territorio, prima di firmare un qualsiasi accordo;

7) Il comitato ritiene che si debba invertire la tendenza e che anziché accumulare nuovo materiale, in stoccaggi provvisori o meno, si cominci davvero a bonificare il suolo, l’aria e l’acqua della Val di Cornia.

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Scritto da il 9.8.2007. Registrato sotto ambiente/territorio. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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  • QUANTO E' PASSATO DAL 1 LUGLIO 2017 DATA TERMINE DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA CON CEVITAL?

    Nonostante l'addendum all'accordo di programma, senza il quale Rebrab sarebbe diventato Padrone a tutti gli effetti dello stabilimento, tale data viene comunque considerata dalla nostra testata come quella di inizio della crisi economica reale di Piombino. Da allora sono passati solo
    17 mesi, 9 giorni, 22 ore, 4 minute fa

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