TAP INSUFFICENTE A SMALTIRE I FANGHI DI BAGNOLI?

Consiglio provinciale oggi a Livorno sul caso Bagnoli alla luce dell’importante novità che tra i rifiuti industriali da trasferire nelle vasche di colmata del porto di Piombino non ci saranno i 560mila mc di sedimenti pericolosi del dragaggio del porto di Napoli. Non sarà previsto nell’accordo che il ministero sottoporrà alla firma di Anselmi.


Ma l’operazione Bagnoli non appare tuttavia cosa semplice neppure dopo la cancellazione dall’accordo dei 560mila mc di fanghi pericolosi. Alla Tap è infatti richiesto di assicurare lo stoccaggio dei fanghi da trattare per per 900mila metri cubi. E nasce il problema del reperimento delle aree. Concertare la cessione delle aree necessarie allo stoccaggio Bagnoli con la Lucchini o usare aree comunali o demaniali?

L’azienda potrebbe essere interessata all’affare Bagnoli, per sfruttare le banchine che si realizzeranno dopo la copertura delle vasche che potrebbero potenziare i traffici industriali e innalzare il valore complessivo del polo senza considerare il suo ruolo in Tap, che dell’operazione Bagnoli è destinata a diventare il centro nevralgico.

Tap avrà bisogno di altri investenti, e la partecipazione Lucchini nella società, come noto, non può andare sopra il 25%. Impossibile chiedere all’azienda ulteriori sforzi d’investimento. Il rovescio della medaglia potrebbe essere che Tap, per ricevere altri aiuti dal ministero, sia costretta ad abbandonare, proprio sulla via del traguardo, il socio privato.

Anche questo fa parte della complessa partita che si sta giocando, come quel milione e 300mila tonnellate di rifiuti industriali accumulati dalla Lucchini in 35 ettari di discarica abusiva, che, dopo l’intervento della guardia di Finanza, qualcuno dovrà prima o poi dire come rimuovere, considerato che l’industria siderurgia produce in un anno quasi la stessa quantità di scorie industriali che Tap si appresta ad accogliere da Bagnoli, e che quindi per alcuni anni risulterà fortemente sottodimenzionata rispetto al materiale da smaltire.

Riportiamo a seguire i commenti di alcune forze politiche e sociali della città.

LEGAMBINTE: «FINALMENTE CI SI ACCORGE CHE QUALCOSA NON VA»

Finalmente qualcuno comincia ad accorgersi che c’è qualcosa che non va, ancora non si ammette che questa operazione è sbagliata nelle sue fondamenta perché i problemi non si risolvono spostando enormi quantità di rifiuti da una parte all’altra del paese con un enorme spreco di fondi pubblici e poche garanzie ambientali, si cerca di far quadrare il cerchio, ma è già l’inizio di una riflessione. Si incomincia a riflettere partendo dagli effetti indotti al territorio piombinese dal trasporto, stoccaggio, movimentazione e trattamento.

Allora occorrerebbe continuare almeno su questo piano e dire che tutti i rifiuti pericolosi non debbono venire a Piombino perché qui non ci sono impianti per trattarli e che sarebbero stoccati per decenni, occupando territorio pregiato, spolverando e puzzando. Allora anche i 40.000 rifiuti pericolosi del dragaggio delle sabbie inquinate davanti alla colmata di Bagnoli. Allora anche i pericolosi che ci sono nella colmata di Bagnoli (che ha inquinato il fondo del mare) non devono venire a Piombino.

Se tutti questi rifiuti rimangono a Napoli allora si pensa davvero che a Napoli sia possibile far funzionare le cose, sia possibile trattarli, costruire l’impianto di trattamento e costruire le vasche di colmata che li accolgono in tempi utili.

Allora cade tutto il castello delle motivazioni che sono alla base di tutto questo grande “affare” del trasporto anche di tutto il resto del materiale (1.300.000m3 della colmata di Bagnoli e i 2.333.000 del dragaggi della bonifica del fondale di Bagnoli). Comunque, continuando solo nella ristretta logica localistica, non si è risolto il problema dello stoccaggio, del trasporto a terra e della costruzione di un nuovo pontile per l’attracco delle bettoline. Inoltre non si è affatto affrontato il problema delle enormi quantità che l’impianto della TAP dovrebbe trattare e vendere quando ancora non esiste neanche una ipotesi di accordi per la commercializzazione ed esistono problemi di enormi quantità di rifiuti che provengono dalla Lucchini, quelle che stoccano giornalmente da ora a quando andrà in funzione, le quantità che dovrebbero provenire giornalmente dopo e quelle che proverranno dalle necessarie bonifiche. (si dice che rimangono da trattare alla TAP solo 300.000 m3, non è esatto, rimangono tutti i 900.000 m3 e sono una quantità ingestibile)

Anche una ristretta logica localistica dovrebbe far dire, prima di tutto si iniziano a risolvere i problemi locali, a commercializzare il Cig, fare un piano delle bonifiche, calcolare quanti rifiuti si possono far venire da fuori e solo dopo accettare quelle quantità che è possibile trattare e collocare. Ogni altro ragionamento è solo fuori da ogni logica…


A. N.: «FINO AD ATTI UFFICIALI ANCORA NO ALL’OPERAZIONE»

Premesso che l’unico documento ufficiale in nostro possesso è l’Accordo di Programma Quadro aggiornato al 10-07-2007, e premesso che ci riserviamo di esprimere un giudizio definitivo quando saremo in possesso dell’accordo definitivo, riteniamo di manifestare i nostri dubbi e le nostre perplessità su questi ultimi dati. Le ultime notizie precisano che a Piombino non arriveranno i rifiuti definiti pericolosi, ma solo quelli che possono essere immessi nelle vasche di colmata del porto o usati come sottofondo per le strade (la 398 in questo caso) senza necessità di alcun trattamento. Solo una piccola parte di questi rifiuti (si dice (?)) dovrebbe essere assoggettata ad una semplice operazione di lavaggio. Viene spontaneo domandarci: perché si spendono centinaia di milioni di euro di soldi pubblici per trasportare a Piombino terra e roccia (così si definisce) della colmata di Bagnoli e altro materiale (fanghi non inquinati) che potrebbe essere usato in quella zona?

Il problema di Napoli, portato avanti con forza dal suo sindaco, è quello di smaltire (in altro luogo) i rifiuti pericolosi: le ultime notizie precisano che saranno trattati e smaltiti in quella zona. Come si può pensare che un sindaco, intelligente e attento ai problemi dei suoi cittadini come quello di Napoli, possa lasciarsi sfuggire un’opportunità (qualche centinaio di milioni di euro) come questa? Riteniamo, conoscendo le caratteristiche del sindaco di Napoli, che se ci fosse stato qualcosa da guadagnare non lo avrebbe certo concesso gentilmente a Piombino. Anche a Napoli hanno necessità di costruire strade e di ampliare il porto … e poi, nessuno rinuncia a centinaia di milioni di euro.

Riteniamo opportuno precisare che attualmente esiste solo un documento, firmato da tutte le parti interessate, escluso Piombino e Livorno. Quando il nostro sindaco ci porterà un documento, sottoscritto come quello attuale dalle altre parti interessate, che sanciscono le notizie e i dati che, a voce, ci ha illustrato, esprimeremo la nostra opinione. Per il momento rimane il nostro deciso no a questa operazione.


UDC: «CHI GOVERNA HA LE IDEE CONFUSE»

Oramai ci troviamo di fronte ad un paradosso di dimensioni colossali e tutto accade a Piombino, in questa sorridente cittadina, che si affaccia sul Mar Tirreno.
Da giorni imperversano polemiche in merito al trasferimento dei Fanghi della colmata di Bagnoli nel nostro porto, mentre due Ministri della Repubblica visitano il nuovo impianto fotovoltaico nella sede Unicoop Tirreno di Riotorto.
Da una parte si celebra la capacità di ridurre l’inquinamento avvalendosi di fonti energetiche pulite, dall’altra si rischia di far diventare Piombino la pattumiera d’Italia.

Intanto nel frattempo si paventa anche la possibilità di poter creare una centrale elettrica alimentata con olii vegetali,”immettendo nuovi fumi nell’aria”, ipotesi, che grazie ad un no secco da parte della Regione sembra tramontata.
Forse noi saremo troppo ingenui, ma sinceramente non ci capiamo più niente, ci sembra difficile poter coniugare su queste basi, questi due diversi modi di far fronte ai problemi ambientali , come sta facendo l’amministrazione comunale di Piombino
Crediamo, che ci debba essere un minimo di coerenza, ma soprattutto di chiarezza nei confronti di coloro, che le istituzioni devono rappresentare e tutelare, ossia i cittadini.
Il tasso d’inquinamento nel nostro territorio è già fin troppo elevato, ben vengano le nuove tecnologie adottate da Unicoop, ma devono essere inserite in un processo di rilancio del risanamento ambientale ad ampio raggio e non solo utilizzate come specchietto per le allodole.

A nostro avviso c’è qualcosa, che non funziona, chi governa il nostro territorio forse ha le idee confuse e vorrebbe confonderle a tutti, ma noi a questo gioco non ci stiamo.
Sui fanghi di Bagnoli noi siamo stati chiari, non accettiamo compromessi, senza informazioni precise e dettagliate e senza garanzie sull’impatto ambientale, saremo contrari a questo progetto.
Comprendiamo l’importanza dell’operazione e dell’opportunità economica, che ne conseguirebbe, ma tutto questo deve avvenire senza, che ci possano essere ripercussioni negative sulla qualità della vita dei cittadini.
Ci sono ancora troppi dubbi, che la bozza d’accordo tra i diversi soggetti competenti non chiarisce, le perplessità, che noi abbiamo avanzato in consiglio comunale stanno trovando fondamento strada facendo.

Emerge, che la Tap non sia in più grado di poter trattare i fanghi inquinati come noi avevamo già paventato, inoltre sembra, che il materiale migliore della demolizione della colmata rimanga a Napoli e che da noi arriverebbe la parte più inquinata.
Allo stato attuale delle cose, nonostante gli appetibili finanziamenti pubblici, a nostro avviso non ci sono le condizioni per firmare l’accordo con il Ministero, se ciò dovesse accadere, sarebbe una grave responsabilità del Sindaco e delle forze politiche, che lo sostengono. Auspichiamo, che la decisone finale, sia espressione di tutta la società piombinese, su temi di questa importanza per il futuro della città, colpi di maggioranza sarebbero inaccettabili.


R: C.:«FARE CHIAREZZA SUI FANGHI. UN DIRITTO DELLA CITTA’»

Anche quest’ultimo colpo di scena – la presunta “scomparsa” dei fanghi “pericolosi” dai rifiuti industriali che da Bagnoli dovrebbero arrivare a Piombino – testimonia la grande confusione che regna sotto il cielo di Piombino e ci dà la misura dell’approssimazione con cui è stata condotta la vicenda dalle nostre autorità locali. Abbiamo l’impressione che il sindaco continui a prendere in giro la città vantandosi di non aver firmato quando tutti sanno che fino all’altro ieri aveva fretta di firmare.

In realtà, se il sindaco non ha ancora sottoscritto l’Accordo di Programma è solo perché gli è stata tolta la penna di mano dalle preoccupate reazioni di una parte del mondo politico e delle associazioni culminato con l’approvazione da parte del Consiglio comunale di un ordine del giorno che lo obbliga ad aprire un’ampia e capillare consultazione prima di assumere qualunque impegno. Ben vengano dunque le marce indietro, ma nella chiarezza.

Nonostante tutto resta da capire come faremo a selezionare i rifiuti altamente tossici da tutto il resto delle scorie accumulate nella colmata di Bagnoli, sulla cui composizione fisico-chimica mancano del tutto dati dettagliati e completi. Infatti, ancora oggi non conosciamo i particolari tecnici dell’intera operazione. Per ora sappiamo solo che, congiuntamente all’Accordo di Programma, si prevederebbe un innalzamento fino a 1000 volte dei livelli ammessi dei vari contaminanti per adeguare le norme ad una prevedibile situazione di fatto non certo tranquillizante.

Restano ancora aperte questioni ambientali e logistiche di non poco rilievo circa lo stoccaggio dei materiali nel territorio di Piombino prima della loro immissione in vasca e del trattamento. Non sappiamo se e quando la Tap sarà in grado di realizzare e mettere in funzione la piattaforma. C’è inoltre da chiedersi – ed è questo un interrogativo di fondo – a che serve mettere in movimento sulle acque del Tirreno milioni di tonnellate di scorie da un porto a un altro quando queste potrebbero essere utilizzate e smaltite in loco risparmiando sui costi e sull’impatto ambientale complessivo. Infine siamo curiosi di sapere come la mettiamo con le autorità comunali e regionali della Campania che hanno già firmato un protocollo d’intesa sulla base del quale l’intera colmata di Bagnoli sarebbe destinata a Piombino.

Ecco perché Rifondazione comunista ritiene che le ragioni di una discussione ampia e approfondita che faccia chiarezza sugli intricati nodi di questa vicenda siano più che mai forti e stringenti.

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