SAN VINCENZO RICEVE LA 2° BANDIERA NERA DI LEGAMBIENTE

Come avevamo anticipato alcuni mesi fa San Vincenzo ha fatto il bis. La seconda bandiera nera consecutiva è stata consegnata a Michele Biagi da Goletta Verde (Legambiente) per l’ampliamento del porto turistico, definito dagli ambientalisti “sciagurato”.

«Dalla nostra denuncia dell’estate scorsa, non solo non ci sono stati passi indietro ma il progetto ha avuto nuovi e sconcertanti sviluppi», ha dichiarato Mirko Laurenti, portavoce di Goletta Verde. «Partendo dal progetto – ha aggiunto Laurenti – sono state realizzate opere sempre più invasive: nuove strade e sviluppo urbanistico spropositato, smantellamento di alberi e di dune». Dalla metà di giugno, secondo gli ambientalisti, le benne che dragano l’ imboccatura del porto avrebbero sollevato materiali che invadono le aree adibite alla balneazione, aggravando i problemi d’ erosione. La prova ci sarebbe stata con le mareggiate di inizio estate, che avrebbero risucchiato tutta la sabbia del litorale annullando il ripascimento.

La delegazione di Legambiente sbarcata dalla Goletta verde è arrivata il 6 luglio in Comune per consegnare la Bandiera nera dei pirati del mare al sindaco di San Vincenzo Michele Biagi, che li ha ricevuti nel suo ufficio insieme a una delegazione della stampa. In cambio della Bandiera nera il sindaco ha consegnato ai rappresentanti di Legambiente la Bandiera italiana e un invito alla tre giorni di concerti previsti per la fine di luglio.

Duplice il significato del gesto del sindaco: la Bandiera italiana, infatti, vuole rappresentare, in risposta all’esposto di Legambiente alla Procura della Repubblica, la certezza del sindaco di lavorare nel pieno rispetto della legalità e della costituzione. L’invito alla tre giorni di concerti vuole, invece, rispondere a una delle motivazioni apparse ieri sulla stampa per l’attribuzione della bandiera nera che faceva diretto riferimento in negativo alla spesa sostenuta lo scorso anno per il concerto di Lucio Dalla.

AGGIORNAMENTO:

In merito alle notizie riportate dai mezzi d’informazione sulla assegnazione della Bandiera Nera alla Amm. Comunale di San Vincenzo il Circolo di Legambiente “Costa Etrusca” precisa che il concerto di Lucio Dalla della scorsa estate, per il quale il comune ha sborsato ben 60.000 €, non fa parte dei motivi che hanno portato alla assegnazione del riconoscimento. I motivi sono da ricercare nel modo di gestire il territorio, la nostra più grande risorsa economica.

«La vicenda dell’ampliamento del porto turistico è la più eclatante – commenta Legambiente – ed i danni, evidenti, imputabili alla sua realizzazione, peraltro previsti (in modo minore) dal progetto originario, sono sotto gli occhi di tutti.
Agli operatori economici del paese, soprattutto ai gestori degli stabilimenti balneari, chiediamo: come è possibile che l’amm. comunale risolva il problema dell’erosione della spiaggia se per il Sindaco in problema non esiste, in quanto (dice) la linea di costa è inalterata? Lo sviluppo del paese, questo sviluppo così sproporzionato per una cittadina di 6.000 abitanti (in costante calo), avrebbe avuto bisogno di un confronto tra il punto di vista della nostra associazione ambientalista e quello degli operatori economici del luogo: peccato, perché quando sono stati invitati al confronto in occasione di convegni o assemblee hanno scelto sempre di non partecipare.

Al Sindaco diciamo chiaramente che da questa situazione è impossibile uscire. O, meglio, c’è un solo modo per farlo: sospendere i lavori e riprogettare l’opera per mitigare gli effetti dell’erosione. Altre scappatoie non ci sono.
Alleghiamo – conclude il comunicato – copia dell’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Livorno. L’esposto evidenzia che per la modifica al progetto approvato l’amm. comunale non ha ritenuto di richiedere alla regione Toscana una nuova Valutazione di Impatto ambientale».

Oggetto: Esposto – denuncia
Ampliamento porto turistico di San Vincenzo.

Vista la realizzazione dell’ampliamento del porto turistico di San Vincenzo i cui lavori sono in corso;
Considerato il progetto definitivo sottoposto a Valutazione d’Impatto Ambientale dalla Regione Toscana e approvato con DGR 03/06/2002 n° 565.
Vista la variante al progetto definitivo che determina sostanziali modifiche rispetto a quanto approvato dalla Regione Toscana;
Considerato che tali modifiche necessiterebbero di una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale perché i parametri utilizzati nella precedente e vigente risultano radicalmente mutati;
Considerato che in tali modifiche sostanziali rientrano anche la modifica della flotta tipo da ospitare, a favore di imbarcazioni più grandi, e l’ampliamento dello specchio acqueo di circa 10.000 mq, con conseguente sostanziale variazione dell’impatto ambientale;
Considerato che l’attuale grado di realizzazione del progetto ha già provocato enormi danni alla costa attraverso un processo di erosione che ha colpito le spiagge a nord e a sud del paese, rilevato anche nel Comune di Castagneto Carducci;
Dato che questi danni diverranno irreversibili al momento del completamento dell’opera se non si fermeranno i lavori per procedere ad un ridimensionamento del progetto con nuova e più severa Valutazione di Impatto Ambientale;
Appurato che anche il progetto sottoposto a Valutazione d’Impatto Ambientale mancava dello studio su modello tridimensionale e della prova in vasca, nonché della stima circa i danni socio ambientali possibili che avrebbero invece dovuto rientrare nella valutazione, come dichiarato a pag 19-20 del “Rapporto interdisciplinare sull’impatto ambientale del progetto” redatto dagli Uffici della Regione Toscana;
Considerato che i danni sociali ed ambientali già in atto si profilano come ingenti ed irreversibili per la collettività;
Considerato che, per quanto sopra, sembra ineludibile una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale che invece l’Amministrazione Comunale ritiene essere superflua.

Quest’associazione chiede che i Vostri Uffici utilizzino gli strumenti di legge a disposizione per accertare eventuali responsabilità relative alla vicenda in oggetto.

Alleghiamo una documentazione fotografica comprovante l’erosione in atto sull’arenile.
A norma dell’art. 408/2° comma del C.P.P. si richiede di essere informati su eventuali richieste di archiviazione eventualmente disposte da Codesta Autorità.

Con osservanza

seguono firme associati a Legambiente

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Scritto da il 8.7.2007. Registrato sotto ambiente/territorio. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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