CAVE DI CAMPIGLIA: RISORSA O MINACCIA ANNNUNCIATA?

Il sindaco di Campiglia e deputato Silvia Velo, ed il presidente della Parchi Val di Cornia Massimo Zucconi replicano in modo diverso, e su più punti alle osservazioni dei due professori universitari Francovich e Tanelli. Riportiamo, vista la complessita della materia, integralmente entrambi i commenti.

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REPLICA DI MASSIMO ZUCCONI (PRESIDENTE PARCHI VAL DI CORNIA)

«I recenti interventi del Prof. Francovich e del Prof. Tanelli – inizia Massimo Zucconi – e prima l’appello di 30 docenti universitari, indicano che il parco archeominerario di San Silvestro è un patrimonio culturale di rilevanza nazionale ed europea. Il Comune deve esserne orgoglioso perché il parco è, prima di tutto, il risultato di sue scelte. Per questo oggi sono richieste politiche coerenti di tutela. I gravi conflitti emersi nel corso del 2006 con la vicina cava costituiscono minacce reali.

Non bastano la sterile constatazione cronologica che la cava c’era prima del parco o appelli generici alla convivenza.
Quando si avviano processi di questa rilevanza, sostenuti da ingenti investimenti pubblici, nazionali ed europei, occorre avere una strategia per governare i conflitti, consapevoli che le cave – per loro natura – sono attività destinate a cessare mentre il patrimonio culturale deve essere tutelato nel tempo perché rappresenta una risorsa durevole per la nostra identità e per la qualificazione dello sviluppo economico futuro, compreso quello locale.
La mina che a giugno ha scagliato pietre nel parco, il camion precipitato sui sentieri, le polveri e i rumori, i crescenti microsismi provocati dalle mine (che hanno sicuramente effetti negativi sulla conservazione del sito archeologico di Rocca San Silvestro), sono tutti episodi che mettono in luce conflitti reali, gravi ed incombenti.

Ed i conflitti non nascono dal nulla: sono il risultato di scelte che riguardano i piani urbanistici, la liberalizzazione della vendita del calcare, i piani di coltivazione approvati negli anni e le modalità di conduzione della cava.
Spiace che il Comune non abbia sentito il bisogno di coinvolgere la sua Società per l’approvazione dei piani di coltivazione; forse potevano emergere suggerimenti per la migliore convivenza anche perché riduzione delle polveri e dei rumori, sicurezza, buona conduzione dell’attività estrattiva, ripristini, servono non solo al parco ma anche alla sicurezza e alla qualità ambientale di chi lavora in cava.

Spiace che la Società Cave – continua Zucconi – anziché porsi il problema di evitare che le mine scagliassero pietre nel parco, abbia contestato la proprietà dei terreni acquistati dal Comune nel 1995, meta di visita da oltre 10 anni ed oggi inaccessibili.

Sorprende il ritardo con cui, dopo il tragico incidente di ottobre, in cui ha perso la vita un autista della cava, si è preso atto della necessità di lavori urgenti e indifferibili per la sicurezza della strada e del parco.

Anche sui ripristini ambientali, obbligatori per legge, il quadro che emerge non può dirsi soddisfacente. Il fronte della cava, da decenni, si sta solo ampliando e non sono visibili proporzionati ripristini che avrebbero senz’altro potuto ridurre il grave impatto su un paesaggio che non è solo la collina più emergente della Val di Cornia., ma anche un sito naturalistico d’interesse comunitario, un’area naturale protetta, una concentrazione di vincoli archeologici, un sito minerario d’interesse storico, un parco che – come affermano Francovich e Tanelli – rappresenta un modello europeo di valorizzazione.

Serve dunque uno scatto per rilanciare il processo che i Comuni hanno saputo intraprendere dal basso, suscitando attenzione e speranze diffuse in ambito nazionale: prima con i piani urbanistici, poi con un fecondo rapporto con la ricerca scientifica ed infine con la costituzione di una società per la realizzazione e la gestione dei parchi.

Un processo che ha coinvolto anche 90 imprese turistiche che, nel tempo, hanno manifestato crescente apprezzamento per i beni valorizzati fino a sostenere la Società Parchi e a collaborare per uno sviluppo qualificato e responsabile del turismo.
San Silvestro e Populonia, le coste dei parchi di Rimigliano e della Sterpaia, Montioni, sono oggi beni che hanno anche una straordinaria rilevanza economica per la Val di Cornia. Per questo è necessario tutelarli rigorosamente, ascoltando, senza fastidi, coloro che c’invitano a fare bene e responsabilmente il nostro lavoro».

REPLICA DI SILVIA VELO ( SINDACO DI CAMPIGLIA E DEPUTATO)

«Come giustamente hanno ricordato il Prof. Francovich e il Prof. Tanelli – inizia Silvia Velo – la realizzazione del parco archeominerario di San Silvestro è frutto dell’interazione tra la ricerca condotta dall’Università di Siena e le politiche urbanistiche del Comune di Campiglia Marittima che dagli anni Ottanta stralciò previsioni che consentivano l’apertura di cave a cielo aperto nelle aree minerarie, dimesse sin dal 1976. Aggiungo che Riccardo Francovich fu uno dei principali protagonisti di quella scelta che io considero tuttora la più importante scelta mai fatta dal Comune di Campiglia Marittima e per la quale questa Amministrazione riconoscerà sempre il ruolo svolto da Riccardo Francovich.
Desidero perciò cogliere l’occasione, fornita dal dibattito sviluppatosi in merito alla complessa convivenza fra Parco di San Silvestro e cava di Montecalvi, per ripetere ancora una volta quanto al Comune di Campiglia sia prezioso il parco di San Silvestro.

Come hanno ricordato Francovich e Tanelli, se il parco esiste, è per la precisa e forte volontà da sempre espressa e concretizzata dal Comune, questo vale sia per le Amministrazioni passate che per quella attuale. Infatti è con ingenti risorse comunali a cui si sono aggiunti finanziamenti Comunitari che le aree del parco sono state acquisite; è con ingenti risorse comunali che in oltre 10 anni si è proceduto al recupero di Rocca San Silvestro, al recupero della miniera del Temperino e alla realizzazione del Museo e del ristorante; è ancora con risorse comunali che si è ristrutturato Villa Lanzi e Palazzo Gowett; infine anche l’intervento della galleria diretta Lanzi-Temperino inaugurata lo scorso 6 luglio è stata realizzato con risorse comunali su un’area, la ex cava di Valle Lanzi, acquisita anch’essa alcuni anni fa dall’Amministrazione Comunale. A questo occorre aggiungere il contributo in conto gestione che i comuni della Val di Cornia erogano ogni anno alla Società dei Parchi, che ammonta ad un totale di circa 500.000 euro, di cui circa 100.000 euro di competenza del comune di Campiglia; Società dei Parchi, anch’essa espressione diretta delle Amministrazioni Comunali che ne sono socie di larga maggioranza.

Inoltre – contina il Sindaco – è grazie all’amministrazione comunale che ancor prima che la legislazione prevedesse una competenza territoriale sulle attività estrattive, i titolari di concessioni minerarie ed estrattive avevano accettato di concertare e verificare con l’ente locale i piani di coltivazione. E’ storia ormai ventennale.
È vero che nel 1997 il Comune ha permesso la vendita del materiale estratto anche al di fuori delle necessità connesse alle Acciaierie, ma si tratta di materiale di qualità inferiore che comunque viene prelevato per coltivare il calcare migliore; in ogni caso la legge regionale 78/98 ha comunque liberalizzato la vendita del materiale di cava.

Anche riguardo alle modifiche del piano di coltivazione approvate dalla conferenza dei servizi, occorre precisare che la scadenza originariamente prevista era del 2016 e non del 2014 come è stato detto e che tale modifica del piano si è resa necessaria per motivi di sicurezza; fu la conferenza dei servizi, presenti la Soprintendenza di Pisa, l’ARPAT e l’ASL, a valutare la congruità tra piano di coltivazione e andamento temporale.
E’ vero le cave sono pesanti ferite delle nostre colline. Abbiamo però delle certezze: l’attività estrattiva andrà ad esaurirsi, i piani di coltivazione approvati dal consiglio comunale sono rispettati e comprendono il ripristino contestuale per migliorare l’impatto visivo (le ferite da lontano non si vedranno più perché saranno sostituite da pendii di vegetazione). Le mie dichiarazioni sull’andamento dell’attività di coltivazione e ripristino, rese in Consiglio Comunale in un intervento più ampio e articolato di quanto è apparso sulla stampa per ovvie necessità di sintesi, non volevano perciò sottovalutare le difficoltà evidenti che comporta la convivenza fra Parco e cava; tuttavia la commissione attività estrattive della cui serietà nessuno può dubitare, ha relazionato in Consiglio Comunale confermando la coerenza fra l’andamento dell’attività di coltivazione e ripristino con quanto previsto dalle concessioni autorizzative in essere.

Anch’io preferirei che quella cava non ci fosse o che fosse situata altrove, ma data la sua presenza come Amministrazione Comunale non possiamo che impegnarci come stiamo facendo in controlli puntuali e severi; siamo comunque a disposizione del Prof Francovich e del Prof. Tanelli se volessero consultare le relazioni e i risultati dei sopralluoghi effettuati dai tecnici preposti.
Per quanto riguarda il riferimento alla miniera di Montorsi, vorrei ricordare che le concessioni minerarie sono rilasciate dalla Regione.
Da rilevare che la società Cave di Campiglia nel 2006 ha presentato un complesso progetto, teso a migliorare la convivenza fra Parco e cava attraverso l’eliminazione del transito dei camion che trasportano il materiale estratto. Il progetto è stato a lungo approfondito congiuntamente da Comune e Società dei Parchi; insieme abbiamo deciso che i costi collegati a quel progetto non erano sostenibili per il Parco e il Consiglio Comunale serenamente ha deciso di non procedere nella variante. Tutto questo in coerenza con un’idea di sviluppo che il Comune non ha abbandonato e che vede nel tempo la dismissione dell’attività estrattiva e il completamento del Parco di San Silvestro.

E allora – conclude Silvia Velo – come ho già avuto occasione di dire, comprendo l’appello di studiosi ed intellettuali a difesa del Parco; direi che non solo è un loro diritto ma addirittura un loro dovere richiamare l’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica sul tema della tutela. Noi stiamo lavorando e lavoreremo per consolidare il progetto del sistema dei Parchi della Val di Cornia e in questo quadro per far crescere il Parco di San Silvestro con determinazione e coerenza, senza tentennamenti. Sono anch’io fiduciosa che l’intesa fra Regione Toscana e Ministero dei Beni Culturali ci potrà aiutare a proseguire sulla strada intrapresa».

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Scritto da il 9.2.2007. Registrato sotto ambiente/territorio. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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