PIOMBINO: PRIMI INDAGATI SUL CASO TAP-CIGRISER

Dopo l’acquisizione da parte della procura della Repubblica, che lo scorso 10 gennaio ha ordinato il sequestro di bilanci, dei documenti e verbali del consiglio di amministrazione di Tap, sembra che iniziano a trapelare i primi nominativi degli amministratori di queste imprese che sembra siano indagati per abuso d’ufficio.

La vicenda è legata all’inchiesta che la magistratura livornese ha aperto sulla acquisizione da parte della Tap del 20% delle azioni del Cigriser, avvenuta nell’aprile del 2005, durante la presidenza di Lorenzo Banti. L’operazione costò alla Tap (partecipata per il 70% dal Comune di Piombino, con quote della Lucchini del 24,9% e dell’Asiu del 5,1%) 137mila euro.

Dopo le dure accuse della minoranze di centrodestra in consiglio comunale a Piombino, prima dell’insediamento del nuovo presidente Fulvio Murzi, il consiglio di amministrazione Tap approvò la decisione di rivendere le azioni, esercitando un’opzione di Put, prevista in una lettera d’intenti che sarebbe stata “allegata”, a suo tempo, al contratto di acquisto. L’opzione prevedeva la possibilità di ricedere le azioni al prezzo pagato più la quota degli interessi legali, il tutto calcolato in 141mila 500 euro. Le azioni sono state poi acquistate da Italfluid, salita quindi al 60% della sua partecipazione in Cigriser.
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La vicenda ha avuto inizio oltre un anno fa, quando i soci di maggioranza del Cigriser (Cigri e Italfluid presenti ciascuno con il 40%) decisero di ricapitalizzare la società di servizi per ripianare le perdite registrate nel 2004: oltre 720mila euro. Il terzo socio, l’imprenditore follonichese Badalamenti, decise di non partecipare all’operazione, riconsegnando al Cigri la sua quota del 20%. Le azioni libere furono dunque comprate in quota paritaria dai soci di maggioranza, nonostante il voto di astensione espresso dal rappresentante della Lucchini nel consiglio nel Cda Tap. Il Cigri era già allora una società in liquidazione, in attesa di passare alla proprietà dell’Asa dopo una perizia che ne avesse determinato l’effettivo valore. Di conseguenza anche il suo braccio operativo, il Cigriser, si trovava in cattive acque, utilizzato con un contratto di servizio dall’Asa, che a quanto pare non corrispondeva con la regolarità dovuta le prestazioni. Tanto, che a distanza di un anno, nonostante l’operazione messa in piedi dalla Tap, i suoi 45 dipendenti stanno ancora rischiando il posto di lavoro.

Negli intenti dell’allora presidente Banti e dell’amministratore delegato Barbarese c’era quello di utilizzare le professionalità presenti in Cigriser per alcuni dei compiti affidati alla Tap, proprietaria degli impianti di Ischia di Crociano utilizzati dall’Asiu per la trasformazione dei rifiuti urbani e industriali. Nel contempo Cigriser si sarebbe resa meno dipendente da Asa che, dovendo acquistare l’azienda madre Cigri in liquidazione, era la meno interessata ad alzare il valore dell’azienda.
C’è stato in tutto questo un comportamento scorretto o doloso nei confronti dei soci Tap, quindi della pubblica amministrazione e del socio privato Lucchini? E’ proprio su questo che sta indagando la magistratura.

Al momento quindi, sembra che siano tre le persone iscritte al registro degli indagati della procura di Livorno per il caso Tap-Cigriser. Dovrebbero essere Lorenzo Banti ed Enrico Barbarese, rispettivamente ex presidente e attuale amministratore delegato della Tap, e Salvatore Rotella, amministratore delegato di Italfluid. Per tutti l’ipotesi di reato sembra sia quella di abuso d’ufficio.

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Scritto da il 17.1.2007. Registrato sotto cronaca. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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