SAN VINCENZO: GRANDE SUCCESSO DELL’INCONTRO SU RIMIGLIANO

Il Forum del centrosinistra per San Vincenzo vuole ringraziare quanti hanno partecipato all’incontro dedicato al Parco di Rimigliano che si è tenuto recentemente.

«Grazie all’iniziativa su Rimigliano – inizia il comunicato del Forum del centrosinistra per San Vincenzo – promossa dalle associazioni WWf, Legambiente, Italia Nostra ed ARCI, è stato ampiamente confermato che l’interesse pubblico può e deve, in qualsiasi passaggio, sia pure finale delle procedure autorizzative, sopravanzare l’interesse privato. Questa la risposta ai giri di parole con cui il Sindaco ha cercato di riproporre l’antica pregiudiziale che, siccome il privato ha comprato con una previsione edificatoria, il Comune non può annullarla. Ebbene, Tosatti del WWF nazionale ha dettagliatamente elencato anche per il Sindaco che, nel frattempo, se n’era già andato, le sentenze della Corte Costituzionale e le normative vigenti che affermano, senza possibilità di dubbio, da una parte la prevalenza dei diritti collettivi su quelli privati e dall’altra il diritto-dovere delle Istituzioni, sia con funzioni amministrative (leggi Comune, Provincia, Regione) sia di controllo(leggi Soprintendenze e via dicendo) di intervenire in ogni momento del procedimento, dalla fase preliminare alla fase esecutiva, per bloccare ed annullare la realizzazione di progetti che risultino lesivi dei superiori interessi collettivi, senza vincolo alcuno.

Dunque se l’Amministrazione prende atto dell’incompatibilità di nuove edificazioni e decide che nella Tenuta ci si possono solo pascolare le pecore, il privato non può che prenderne atto. Altro che diritti acquisiti! L’unico dovere delle istituzioni è quello di conservare le caratteristiche paesaggistiche e territoriali della Tenuta a beneficio delle future generazioni, null’altro.

Questi sono i connotati – conclude il Forum del centrosinistra per San Vincenzo – entro i quali ha senso discutere sul futuro di Rimigliano, Tenuta compresa. Noi sosteniamo da sempre che il patrimonio edilizio esistente e la vocazione agricola di questo territorio permettono un’alta redditività, senza bisogno di alcun aumento volumetrico speculativo. Su queste premesse il Comune ha il dovere di andare al confronto con le sue proposte. D’altronde ci pare che, visti i disastrosi risultati delle ultime due leggi urbanistiche regionali, questo sia il momento dell’autocritica verso ciò che è stato fatto e previsto di sbagliato e non della sua irresponsabile realizzazione, come ha ben argomentato il prof. Rombai di Italia Nostra regionale».

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Scritto da il 29.11.2006. Registrato sotto ambiente/territorio. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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