LUCCHINI/SEVERSTAL: IL GAS AL COTONE DATELO NELLE BOMBOLE

Dopo cio a cui si è assistito domenica 12 giugno al Cotone con un aria quasi irrespirabile invasa dall’odore del gas, nel pubblicare l’ultimo comunicato dei Verdi locali, il BazarEtrusco fa una proposta provocatoria alla nuova gestione Lucchini: il gas agli abitanti del Cotone/Poggetto dateglielo nelle bombole, così i residenti respirerebero meglio e risparmierebbero sulla bolletta.

La situazione dell’inquinamento atmosferico è ormai giunta in una fase davvero drammatica. Fenomeni quali fuoriuscita di gas dalla cokeria non sono più ascrivibili ad episodi occasionali ma sembrano diventati la regola.

I danni fisici che subiscono i cittadini che abitano più vicino al perimetro industriale sono evidenti ed inconfutabili.

Gli Enti di controllo hanno individuato sia gli impianti responsabili che le cause tecniche dei malfunzionamenti. Il quadro tratteggiato da Pietrini dell’Arpat, in una dichiarazione chiara ed inequivocabile, appare ormai privo di ambiguità o dubbi.

Dalla fabbrica quindi niente di nuovo, si continua, come e più di prima, in una gestione inadeguata degli impianti che mostrano problematiche di esercizio, carenze di interventi manutentivi e dei sistemi di abbattimento delle emissioni.

Le affermazioni di Pietrini ricordano anche, a chi eventualmente lo avesse dimenticato, i compiti e le responsabilità proprie di enti di controllo, Comune, Provincia e Forze dell’Ordine.

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Siamo fermamente convinti che il processo di risanamento ambientale non debba essere affidato solo al lavoro di commissioni tecniche e gruppi di lavoro e che le iniziative istituzionali quali Protocolli di Intesa e Accordi di Programma non debbano far dimenticare la necessità di intervenire anche sull’emergenza.

Occorre entrare in una fase nuova, una fase che veda finalmente l’adozione di misure severe nei confronti di questa azienda attraverso sanzioni serie e credibili e l’imposizione di misure coercitive che intervengano nei processi produttivi ( es: allungamento dei tempi di distillazione). Solo così è possibile dare una vera risposta ai moltissimi cittadini e lavoratori che devono difendersi da questo quotidiano e indiscriminato attentato alla salute pubblica.

L’utilità di avviare questo processo sta anche nella possibilità di ricreare un blocco sociale compatto e unito fatto di cittadini, istituzioni, partiti ed enti essenziale per avere più forza contrattuale nei confronti di questa nuova proprietà industriale. Avere una città unita è una cosa necessaria per alzare il livello delle iniziative e per sentirsi tutti dalla stessa parte.

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Scritto da il 13.6.2005. Registrato sotto Senza categoria. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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